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14 Luglio 2021
20:19

Alessandria, uccide il marito perché stanca delle violenze. Le amiche: “Era segregata in casa”

Sono ancora tanti gli elementi da chiarire sull’omicidio avvenuto in provincia di Alessandria, dove Agostina Barbieri, 60 anni, ha ucciso il marito, Luciano Giacobone, ex camionista di 64 anni dopo averlo sedato. Lo ha strangolato con un laccio per le scarpe così come raccontato ai carabinieri. L’arresto della donna è stato convalidato mentre gli inquirenti tentano di raccogliere elementi utili a ricostruire la vicenda: “Era segregata in casa”, raccontano le amiche della donna.
A cura di Chiara Ammendola
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Luciano Giacobone
Luciano Giacobone

È stato convalidato l'arresto di Agostina Barbieri, la donna di 60 anni che si trova nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino per aver ucciso il marito nella loro casa di Borghetto Borbera, paesino in provincia di Alessandria. Un delitto che la stessa donna ha confessato ai carabinieri domenica sera dopo averli chiamati: "Gli ho messo delle gocce di sedativo in un bicchiere. L'ho fatto per tranquillizzarlo", ha raccontato Agostina Barbieri che non ha opposto resistenza all'arresto ma ha seguito i militari in caserma dove ha descritto quanto accaduto domenica pomeriggio dopo l'ennesimo episodio di violenza.

Luciano Giacobone, ex camionista di 64 anni, avrebbe, secondo il racconto della donna, dato vita all'ennesimo litigio sfociato in un'aggressione sia fisica che psicologica, come era solito fare da 45 anni a questa parte. La donna avrebbe infatti raccontato ai carabinieri dei lunghi anni di vessazioni e maltrattamenti subiti da quell'uomo che aveva conosciuto quando era ancora una ragazzina, e che aveva poi sposato nel 1990. "Non ce la facevo più – ha detto ai militari – eravamo tutti vittime, anche mia madre e mio figlio". Il figlio non era presente al momento dell'omicidio ed è rientrato quando la madre lo ha chiamato. Era presente quando sono accorsi i carabinieri e la donna ha voluto scagionarlo da ogni accusa: "Ad ucciderlo sono stata io e soltanto io".

"Gli ho messo delle gocce di sedativo in un bicchiere. L'ho fatto per tranquillizzarlo", ha proseguito nel suo racconto la donna. Poi la vittima, Luciano Giacobonesi è addormentato su una sdraio sul terrazzino e la moglie lo ha raggiunto avendo tra le mani un laccio per le scarpe che ha stretto intorno al suo collo strangolandolo. Poi ha chiamato il figlio e i carabinieri. Il 26enne è stato ascoltato a lungo dai militari ai quali ha confermato il clima di violenze che si viveva in casa e anche di non aver partecipato al delitto. Le indagini dell'Arma continuano per trovare riscontri al racconto della donna e ulteriori elementi arriveranno dall'autopsia che è stata disposta dal magistrato. Nessuno in paese si era accorto della gravità di quella situazione, che era precipitata negli ultimi mesi quando l'uomo, stando al racconto della donna, aveva iniziato a mostrare dei disturbi psichici. Alcune amiche però avrebbero riferito agli inquirenti che Agostina Barbieri viveva segregata in casa.

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