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Alcol e psicofarmaci nel sangue di Daniela Gaiani, la tossicologa: “Compatibili sia con omicidio che suicidio”

Al processo per la morte di Daniela Gaiani è stata ascoltata la dottoressa Elia Del Borrello, tossicologa e consulente della Procura. L’esperta ha riferito che la 58enne aveva assunto alcol e zolpidem in dosi tossiche, compatibili sia con l’ipotesi del suicidio che con quella dell’omicidio. Imputato il marito.
A cura di Eleonora Panseri
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Daniela Gaiani, la 58enne trovata morta il 5 settembre 2021 nella sua casa di Castello d'Argile, nel Bolognese, aveva assunto una grande quantità di alcol e una dose di zolpidem, un sonnifero antiansia, 5/10 volte superiore alla dose giornaliera, superiore quindi a quella tossica. Sostanze che "in quelle quantità, in via teorica, potrebbero essere compatibili sia con un suicidio che con un omicidio".

Lo ha detto la dottoressa Elia Del Borrello, tossicologa e consulente della Procura, davanti alla Corte d'assise di Bologna, durante un'udienza del processo nei confronti di Leonardo Magri, 64 anni, accusato dell'omicidio della moglie.

Magri, difeso dall'avvocato Ermanno Corso, è a piede libero e si è sempre dichiarato innocente. L'omicidio contestato è aggravato dalla relazione sentimentale e dai futili motivi: Magri avrebbe ammazzato la moglie, ritrovata impiccata alla spalliera del letto, perché la considerava un ostacolo a vivere una relazione con un'altra donna più giovane.

Nel procedimento la sorella e il fratello della vittima, assistiti dagli avvocati Alberto Bova e Daniele Nicolin, i genitori, assistiti dall'avvocata Valentina Niccoli, e l'Associazione ‘La Caramella Buona onlus', con l'avvocata Barbara Iannuccelli, si sono costituite parti civili.

Gaiani, affetta da depressione, era una "assuntrice cronica di zolpidem" e, secondo Del Borrello, viste le alte quantità tossiche del farmaco assunte, anche se il decesso "non fosse avvenuto per cause esterne, sarebbe morta lo stesso". Inoltre, per la tossicologa il decesso della donna sarebbe avvenuto non più tardi di un'ora dall'ultimo pasto.

Rispondendo alle domande del pubblico ministero, Giampiero Nascimbeni, ha spiegato inoltre che, con le quantità di alcol e zolpidem da lei rilevate e presenti nel sangue al momento della morte, Gaiani non avrebbe potuto impiccarsi, ma avrebbe potuto farlo nel lasso di tempo tra l'assunzione del farmaco e l'inizio dei suoi effetti.

Un'altra ipotesi possibile è che lo zolpidem le fosse stato somministrato con un'azione esterna. Prima della fine dell'udienza sono stati acquisiti i verbali del fratello e della sorella di Magri, oltre a quello della donna con la quale aveva una relazione extraconiugale.

Nonostante questo, i tre verranno comunque sentiti dai legali di parte civili per alcune precisazione nella prossima udienza, fissata per il 12 maggio. Il 5 maggio invece verranno ascoltati altri consulenti, tra i quali il medico legale Matteo Tudini.

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