Mentre si trovava in missione all'estero nella base militare italiana in Kosovo aiutò a partorire una gatta in difficoltà che aveva eletto come suo rifugio proprio la base dell'esercito italiano, per questo ora l'ufficiale medico in servizio sarà processata dal Tribunale militare di Roma. Protagonista della vicenda è il tenente medico Barbara Balanzoni, una trentanovenne riservista bolognese finita sotto inchiesta più di un anno fa e ora rinviata a giudizio dal Gup del tribunale militare di Roma. Come spiega Repubblica, alla dottoressa Balanzoni, che dopo la missione è tornata ad operare come anestesista rianimatore all’ospedale civile di Massa Carrara, viene contestato il reato di disobbedienza aggravata per aver ignorato un ordine di un superiore che vietava il contatto con gli animali del luogo. Nel dettaglio infatti secondo la procura militare il medico "disobbediva all’ordine scritto, datato 6 maggio 2012, a firma del comandante della Base, riguardante il divieto di avvicinare o farsi avvicinare da animali selvatici, randagi o incustoditi venendo così morsa". Secondo la ricostruzione dei giudici militari, il medico della base avvicinandosi alla gatta che stava per partorire fu ferita e si fece poi accompagnare presso l’infermeria dell’ospedale tedesco di Prizren per il vaccino antirabbico.

"Ma quale morso, era una graffio, nulla di grave. La gatta era spaventata, poverina, con un micino già morto nella pancia che non voleva uscire" assicura la dottoressa Balanzoni, che si difende "la gatta era in evidente difficoltà, non me la sentii di abbandonarla in quelle condizioni, la situazione non credo meritasse un’autorizzazione gerarchica". "Sto vivendo un incubo. Spero che la giustizia faccia presto il suo corso e che vengano presi gli opportuni provvedimenti contro chi mi ha reso impossibile la vita alla Base portandomi alla sbarra" ha concluso la donna che ha già incassato il sostegno dell’Ente nazionale protezione animali.