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Accusata di stalking al parroco, 52enne assolta a Lecce: “Dicevano che ero ossessionata da lui, solo menzogne”

Una donna di 52 anni, residente a Taviano (Lecce), è stata assolta dall’accusa di stalking ai danni del parroco del suo paese. Revocata la misura del braccialetto elettronico. La 52enne: “Dicevano che ero ossessionata da lui, che andavo in Chiesa senza indumenti intimi. Calunnie contro di me”.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
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"È stato un inferno, ma adesso sono stata assolta. Ho vinto e se ne devono fare una ragione tutti". A parlare è Barbara, la donna di 52 anni di Taviano (in provincia Lecce) accusata di stalking ai danni di Don Graziano, parroco del suo paese, e assolta "perché il fatto non sussiste".

"Hanno detto che ero ossessionata dal parroco, che accarezzavo la mano del prete durante l'Eucarestia e andavo in Chiesa senza indumenti intimi e in minigonna. Erano tutte menzogne", ha aggiunto in un'intervista al programma di Rai 1 La Vita in Diretta.

Le accuse facevano riferimento a presunti atti persecutori compiuti dalla parrocchiana dal 2022 al 2025. La pubblico ministero Maria Grazia Anastasia aveva invocato la condanna a un anno, ma il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Lecce Angelo Zizzari, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha disposto l'assoluzione della donna.

"Perché il fatto non sussiste", ha stabilito. Il parroco stesso, come ricordano i quotidiani locali, si era costituito parte civile nel procedimento. La donna lo scorso agosto era stata anche raggiunta dal divieto di avvicinamento al sacerdote, con l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Nel provvedimento cautelare disposto dalla giudice per le indagini preliminari si faceva riferimento a "condotte reiterate, con atteggiamenti molesti e minacce" che avrebbero generato un "perdurante e grave stato d'ansia" nel sacerdote. Ma pochi giorni fa il giudice ha dato ragione alla donna.

La misura è stata quindi revocata lunedì 13 aprile al termine dell'ultima udienza del processo e con l'assoluzione della 52enne. "Parlavano così per il mio modo di vestire, chiunque avesse il mio fisico si vestirebbe uguale, me lo posso permettere. È tutta invidia", ha raccontato.

La donna si era sempre detta innocente fin dall'inizio della vicenda e di essere vittima di calunnia. "Da amante sono diventata stalker, non si sa perché. – ha aggiunto nell'intervista – Non so perché abbiano detto queste falsità".

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