Abusi sessuali su un’allieva minorenne, maestro di ballo condannato a 3 anni e 9 mesi
Un maestro di ballo di Alghero di 71 anni è stato condannato oggi, giovedì 17 settembre, dal Tribunale di Sassari a 3 anni e 9 mesi di carcere per avere abusato sessualmente di una sua allieva, minorenne all'epoca dei fatti, avvenuti tra il 2015 e il 2016.
Il collegio dei giudici, presieduto da Monia Adami, a latere Valentina Nuvoli e Stefania Mosca Angelucci, ha accolto la tesi della pubblico ministero Maria Paola Asara, che aveva chiesto però una pena di 10 anni, ritenendo attendibile il racconto della ragazza.
Sono state riconosciute le attenuanti generiche ed esclusi la recidiva. È stata inoltre disposta una provvisionale di 10mila euro nei confronti della parte civile, immediatamente esecutiva, oltre al risarcimento dei danni da stabilire in sede civile.
Sono state decise anche diverse pene accessorie, come l’interdizione perpetua dagli incarichi nelle scuole e nelle strutture frequentate prevalentemente da minori.
Secondo quanto era stato ricostruito in fase di indagine, la giovane, che all'epoca dei fatti contestati aveva 14 anni, era stata costretta ad avere rapporti sessuali con il maestro, che l'aveva anche minacciata per non farla parlare. Tra gli elementi raccolti durante le indagini, anche un sms indirizzato alla 14enne che recitava: "Voglio fare l’amore con te".
Diventata maggiorenne, la ragazza, assistita dall'avvocata Gavinuccia Arca, ha deciso di sporgere denuncia. Nel 2019 il maestro di ballo, accusato dalla Procura di Sassari di atti sessuali con minore, violenza sessuale e minaccia, era stato arrestato e sottoposto ai domiciliari. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
L'uomo, difeso dagli avvocati Elias Vacca e Nicola Satta, si è sempre dichiarato innocente. Durante alcune dichiarazioni spontanee fatte in Aula aveva dichiarato: "Non ho mai commesso atti e violenze sessuali nei confronti della ragazza".
I due difensori del 71enne hanno anche precisato: "La sentenza ci soddisfa su un punto: il nostro assistito, secondo i giudici, non è uno stupratore. Confidiamo nella possibilità di affermare, nei gradi successivi, che il consenso della giovane era valido perché pieno e consapevole".