Botte e insulti a moglie e figlia perché “voleva un maschio”: condanna diventa definitiva, 51enne in carcere
Botte e insulti alla moglie, accusata di avere un amante, e alla figlia, perché "voleva un maschio". Per questo un uomo di 51 anni, di origine indiana e residente a Castelnovo Sotto, nella Bassa Reggiana, era stato condannato a 3 anni e 9 mesi oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Ora la sentenza è diventata definitiva ed è stato portato in carcere.
Secondo quanto è stato ricostruito, i maltrattamenti ai danni delle due donne contestati al 51enne risalivano a un periodo tra il luglio 2018 e l'aprile 2023. I Carabinieri, nel corso delle indagini, avevano documentato una serie di episodi violenti.
L'uomo era spesso ubriaco, accusava la moglie di avere un amante e insultava la figlia perché avrebbe voluto avere un maschio. Inoltre, in diverse occasioni le aveva aggredite lanciando loro contro sedie, mattarelli e vari oggetti.
In una circostanza l’aveva colpita al volto con una sedia, provocandole una ferita sopra il sopracciglio, oltre a strapparle i capelli. Fino al più grave tra gli episodi ricostruiti, avvenuto, stando alle evidenze raccolte dai militari dell'Arma, nell'aprile 2023. Il 51enne in quell'occasione aveva sferrato una sberla alla donna, puntandole un coltello alla gola.
La moglie, per cercare di allontanarlo, aveva afferrato la lama e si era recisa i tendini della mano destra, riportando ferite per una prognosi di tre mesi. Sempre in quell'occasione, la figlia piccola, nel tentativo disperato di difendere la madre, era stata spinta contro il frigorifero e colpita con uno schiaffo.
Entrambe le vittime, che hanno trovato riparo in una struttura protetta, sono riuscite a fuggire dall'abitazione e a chiedere aiuto a un vicino di casa che aveva successivamente allertato le forze dell'ordine.
Le indagini, con il sequestro del coltello e l’ascolto dei testimoni, avevano portato alla denuncia dell’uomo. Divenuta definitiva la condanna, il 9 settembre scorso l’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Reggio Emilia ha emesso l’ordine di carcerazione, trasmesso ai carabinieri di Castelnovo di Sotto.