Drogava la moglie per orchestrare abusi di gruppo: 60enne a processo in Inghilterra con altri 12 uomini
Un uomo di 60 anni di Stockport, nel nord dell'Inghilterra, è finito a processo per 48 capi d'accusa. L'uomo è ritenuto responsabile di aver drogato e abusato sessualmente della moglie per oltre 20 anni, con una dozzina di altri uomini accusati di aver partecipato o contribuito a facilitare gli abusi.
L'identità del 60enne non è ancora stata diffusa dalla stampa estera. L'uomo ha negato tutte le accuse al momento dell'arresto, poi si è dichiarato colpevole di 15 capi d'imputazione, di cui 5 per stupro, tre per aggressione e uno per aver condiviso le immagini intime della moglie senza il suo consenso.
Secondo gli inquirenti, come nel caso di Giselle Pelicot, il 60enne avrebbe permesso ad altre 12 persone di abusare della moglie, ignara di tutto. Un tredicesimo uomo si è dichiarato colpevole di violenza sessuale: Keith Fotheringham, così si chiama il 59enne di Dundee finito a processo in Scozia, è ora in custodia cautelare e la sentenza sarà emessa nei prossimi giorni.
Durante le udienze, i pubblici ministeri hanno ricostruito la dinamica dei fatti. Alcuni degli uomini colpevoli di violenza sessuali sarebbero stati invitati dal 60enne nella casa di Stockport, a circa 30 minuti di auto dal sud-est di Manchester, per commettere l'abuso. I dodici coimputati hanno un'età compresa tra i 28 e i 73 anni, provengono da tutto il Regno Unito.
Tra loro vi è perfino un 48enne paramedico che nel 2011 fu fotografato mentre stringeva la mano al principe Harry in un incontro con il personale di emergenza, un 55enne ex amministratore delegato di una squadra di calcio, un 28enne, un 58enne un 31enne e un 73enne del Cheshire. Tutti saranno al banco degli imputati al fianco del marito 60enne della vittima durante il processo, la Minshull Street Crown Court.
La dinamica delle violenze non è ancora del tutto nota ai media: secondo quanto finora emerso, la vittima era ignara di essere regolarmente drogata dal marito. Come abbia scoperto l'accaduto, non è ancora chiaro. La verità sulle violenze emergerà durante il processo, che per il momento sembra seguire la strada della riservatezza davanti alla stampa.