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A Torino scontri al corteo per Askatasuna: lanci di bombe carta, a fuoco blindato della polizia. 6 feriti

Scontri al corteo a Torino per Askatasuna, il centro sociale chiuso a fine 2025 rimasto attivo per quasi trent’anni. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati dai manifestanti e lacrimogeni e idranti sono arrivati in risposta dalla polizia. Ci sono sei feriti.
A cura di Ida Artiaco
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Tensione alle stelle tra manifestanti e forze dell'ordine oggi a Torino, dove è in corso il corteo nazionale per Askatasuna, il centro sociale chiuso a fine 2025 rimasto attivo per quasi trent'anni. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati e lacrimogeni e idranti sono arrivati in risposta dalla polizia, stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada. Ci sono anche dei feriti: sei le persone portate negli ospedali. Tre di loro sono stati condotti al Cto e gli altri tre al Giovanni Bosco. Nessuno di loro è grave. Il dato si riferisce ai presenti alla manifestazione e non distingue tra manifestanti e forze dell'ordine.

Diversi cassonetti sono stati dati alle fiamme nella guerriglia urbana in cui è degenerata la manifestazione. Un giornalista sarebbe stato ferito a una gamba da una pietra, come riporta La Repubblica. Dai dehors dei bar, chiusi, sono stati lanciati da autonomi e manifestanti, sedie e tavoli, per sbarrare la strada alle forze dell'ordine.

I manifestanti hanno dato fuoco a un blindato della polizia, da cui gli agenti erano usciti e stanno lavorando per spegnere le fiamme.

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Gli animi hanno cominciato a scaldarsi dopo che una parte del corteo per Askatasuna è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. A volto coperto, ci sono autonomi e gruppi di anarchici. Erano rimasti fermi prima a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell'ordine.

Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi a Torino, al termine del corteo per Askatasuna, è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti.

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"Purtroppo non sono capaci di sorprenderci: rimangono fedeli al loro orgoglio di violenza e sopraffazione. Saranno pure 15 o 20mila, tuttavia non è rilevante il numero, ma la stantia e vergognosa pratica fascista dello scontro fisico, del dileggio alle regole della civile convivenza, del rifiuto alla legalità. Sono indignato alla notizia della partecipazione a questa gazzarra da parte di rappresentanti delle istituzioni". Lo ha dichiarato in una nota il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

"Torna la violenza degli anarchici di Askatasuna contro le forze dell'ordine. A Torino devastano il centro della città come hanno sempre fatto. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando. Sono solidale con poliziotti,carabinieri e finanzieri che garantiscono l'ordine pubblico nel nostro Paese", è stato invece il commento in un post su X il ministro degli Esteri e segretario di Fi Antonio Tajani. Per Matteo Salvini sono "delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza".

Secondo i primi dati, sarebbero in totale 15mila le persone che da questo pomeriggio stanno prendendo parte al corteo, che, inizialmente diviso in tre spezzoni, si era riunito in piazza Vittorio Veneto; gli organizzatori parlano addirittura di 50mila partecipanti. Numerosi gli striscioni, alcuni a difesa di Hannoun, presidente dell’associazione palestinesi d’Italia, finito in una inchiesta relativa a finanziamenti ad Hamas, e altri contro Giorgia Meloni. 

Il centro sociale Askatasuna di Torino era stato sgomberato lo scorso dicembre dopo una perquisizione collegata all'inchiesta sugli assalti alle Ogr, a Leonardo e alla sede del quotidiano La Stampa avvenuti mesi precedenti durante le manifestazioni pro Palestina nel capoluogo piemontese.

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