Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Armando Siri, esponente della Lega indagato per corruzione, annuncia che se la sua posizione non verrà archiviata entro 15 giorni si dimetterà. In una nota Siri ha anticipato la conferenza stampa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, convocata – secondo quanto trapelato – proprio per parlare del caso Siri. Il sottosegretario comunica: "Dal primo momento ho detto di voler essere immediatamente ascoltato dai magistrati per chiarire la mia posizione. La disponibilità dei magistrati ad essere ascoltato c’è e confido di poterlo fare a brevissimo. Sono innocente, ribadisco di avere sempre agito correttamente, nel rispetto della legge e delle Istituzioni, e di non avere nulla da nascondere. Proprio per questo, vivo questa situazione con senso di profonda amarezza. Confido che una volta sentito dai magistrati la mia posizione possa essere archiviata in tempi brevi. Qualora ciò non dovesse accadere, entro 15 giorni, sarò il primo a voler fare un passo indietro, rimettendo il mio mandato, non perché colpevole, bensì per profondo rispetto del ruolo che ricopro”.

La nota diffusa dalla Lega con cui Siri ha annunciato la sua posizione anticipa la conferenza stampa convocata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che, secondo quanto fatto sapere da alcuni fonti, era stata pensata proprio per annunciare la decisione presa sul caso Siri. La conferenza stampa doveva tenersi alle 18.30, ma subito prima è arrivata la nota di Siri che potrebbe anche essere la causa del rinvio dell'incontro di Conte con i giornalisti. Al sottosegretario leghista sono state ritirate le deleghe dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in quota M5s, Danilo Toninelli. E lo stesso Movimento 5 Stelle ha più volte chiesto, soprattutto attraverso il vicepresidente del Consiglio e capo politico pentastellato Luigi Di Maio, le dimissioni di Siri. Arrivando così a uno scontro con i suoi alleati di governo del Carroccio.