"Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via'? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non possiamo cedere alla politica del peggio nella quale saremo tutti in preda all'emozione, dando così ragione a coloro che vogliono portarci verso le strade più buie". Queste le interrogazioni retoriche che si pone il presidente francese Emmanuel Macron in visita a Mouchams, in Vandea, questo pomeriggio. Al centro c'è ancora la questione della nave Aquarius e le dure polemiche sorte in Italia per i giudizi molto critici espressi dal portavoce dell'Eliseo, Benjamin Griveaux, e da quello del partito del presidente En Marche, Gabriel Attal, sulla chiusura dei porti minacciata dall'Italia. Il probabile bersaglio polemico non viene nominato direttamente, ma si tratta di Matteo Salvini, che, nel suo primo discorso in Parlamento da ministro dell'Interno, ha ribadito la richiesta di scusa da parte della Francia. Una posizione condivisa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.

Il presidente francese poco prima aveva lanciato un appello, che poteva sembrare un primo segnale di distensione in cui aveva garantito che la Francia "lavora mano nella mano con l'Italia" nella gestione dei flussi migratori, invitando tutti "a non cedere all'emozione che alcuni manipolano". In precedenza era intervenuta, durante il question time del governo all'Assemblea nazionale, la ministra degli Affari europei francese, Nathalie Loiseau, che aveva riconosciuto che "l'Italia è da anni di fronte a un afflusso massiccio di migranti e l'Europa non l'ha aiutata abbastanza. Dobbiamo fare molto di più rivedere le regole di Dublino, rafforzare il controllo alle frontiere esterne dell'Ue, rafforzare Frontex e lottare più efficacemente contro i passeur".