Calano le denunce di violenza sessuale in Italia. Nonostante gli ultimi fatti di cronaca (le ragazze stuprate a Rimini, Firenze e Roma) i dati Istat confermano un'inversione di tendenza rispetto allo scorso anno. Spulciando le tabelle si scopre che i casi di violenza sessuale sono in calo: furono 4.800 nel 2010, sono stati poco meno di 4mila nel 2015, il dato più recente messo a disposizione dall’istituto nazionale di statistica. I numeri dei dati Istat ci indicano anche che ci sono province italiane in cui i crimini sessuali sono più diffusi che in altre.

Secondo l’Istat, un milione e 157mila donne avrebbero subito una violenza sessuale nel corso della vita, tra stupri e tentati stupri. Nelle denunce degli ultimi anni, si registra una lieve flessione: 6% in meno tra il 2014 e il 2015 e 13% in meno dal novembre 2015 al novembre 2016. Quanto agli autori, in maggioranza sono italiani, ma quasi quattro denunciati su dieci sono stranieri. Crescono gli italiani denunciati: 1.534 nei primi sette mesi del 2017 contro i 1.474 dello stesso periodo del 2016. Gli stranieri denunciati per violenza sessuale sono 904 da gennaio a luglio 2017, poco meno dei 909 dello stesso periodo del 2016.

Le province più pericolose

La palma d'oro di provincia più pericolosa per una donna spetta a Milano con 13,2 denunce per violenza sessuale ogni 100mila abitanti. Seguono Savona con 13,1 e Siena con 13. Quella meno pericolosa è Vibo Valentia con appena 1,8 casi ogni 100mila residenti. Dobbiamo sottolineare che si tratta solo dei reati denunciati. Non vengono conteggiati quelli commessi senza che la vittima abbia deciso di rivolgersi a Polizia e Carabinieri. Le violenze sessuali denunciate sono infatti solo una piccola parte di quelle davvero compiute. E le città finite alla ribalta per i recenti fatti di cronaca? A Rimini si è passati  34 a 43 casi denunciati mentre a Roma il calo è costante dal 2012: 323 segnalazioni nel 2015, pari a 7,4 ogni 100mila abitanti. Firenze, in fine, ha visto un incremento nel 2014 (qui la tabella completa).