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Dove si gioca Bosnia-Italia e perché non è stato scelto lo stadio di Sarajevo per i playoff Mondiali

Lo Stadion Bilino Polje è considerato il “fortino” dei bosniaci, preferito a quello di Sarajevo per il fattore ambientale. Contro gli azzurri, però, la capienza sarà ridotta: devono scontare una sanzione Fifa per i tumulti avvenuti a novembre scorso con la Romania.
A cura di Maurizio De Santis
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Lo stadio Bilino Polje di Zenica ha un soprannome che spiega bene perché la Bosnia lo ha preferito a quello di Sarajevo per la finale playoff Mondiale di oggi con l'Italia: lo chiamano il "fortino" perché in quel catino di quindicimila anime (ma la capienza sarà ridotta a 8.800 a causa di una sanzione Fifa), con struttura che ricorda gli impianti inglesi (senza pista d'atletica e con gli spalti a ridosso del campo), la selezione balcanica ha una percentuale di vittorie altissima. E fa niente che l'ultimo precedente ufficiale con gli Azzurri giocato proprio lì sia andato male (sconfitta in casa per 3-0 in un match di qualificazione a Euro 2020), è un altro dei buoni motivi per vendicarsi della selezione tricolore.

La voglia di vendetta dopo il video dell'esultanza degli Azzurri

In palio, infatti, non c'è solo l'accesso alla prossima Coppa del Mondo ma anche l'onore da difendere dall'arroganza e dalla mancanza di rispetto dell'avversario. Facile facile capire cosa c'è dietro tanta voglia di rivalsa: il video dell'esultanza di Dimarco & co. quando vedono il Galles sconfitto ai rigori.

Ecco ai bosniaci quell'atteggiamento non è andato a genio e il messaggio scolpito dai media vale un ultimatum: Ci vediamo martedì. E se Gattuso aveva scelto Bergamo quale teatro del match con l'Irlanda del Nord, perché più si è raccolti in un "catino" e meglio è, la destinazione di Zenica è come salire sulla barca di Caronte… a giudicare dall'accoglienza (diciamo così) che sarà riservata alla Nazionale italiana sull'altra sponda del fiume Bosna.

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Capienza ridotta per la sanzione Fifa dopo i tumulti con la Romania

Tifo caldo e "infernale", fanno sapere i bosniaci pronti a stringersi a coorte nella struttura che sembra fatta apposta per momenti del genere. Tifo caldo e infernale che nel recente passato ha messo nei guai i bosniaci: il 15 novembre scorso, dopo la gara del girone di qualificazione ai Mondiali vinta 3-1 contro la Romania, la federazione balcanica venne sanzionata con un'ammenda di 60 mila franchi svizzeri (circa 65 mila in euro) per "comportamento scorretto della squadra, discriminazione, razzismo, utilizzo di materiale pirotecnico, disturbo durante gli inni nazionali e mancanza di ordine e disciplina dentro e fuori lo stadio". A corredo della punizione ci fu anche la riduzione per una giornata del 20% della capienza dello stadio: dopo le due trasferte in Austria e in Galles quella con l'Italia è la prima gara in casa in cui sarà scontato il verdetto.

Zenica come la Coverciano italiana

Zenica e non Sarajevo, la Bosnia ha optato per questa struttura anche per un'altra ragione. Considera la città a 70 km dalla capitale una sorta di "fortino" visto che nei pressi dello stadio sorge anche il centro federale della Nazionale, l'equivalente del nostro quartier generale a Coverciano. Per Dzeko e soci è come sentirsi a casa, protetti. E quando attraversano il tunnel in stile Marakana serbo ribolle il sangue nelle vene.

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