È la presentazione del libro di Bruno Vespa "Sale, zucchero e caffè" l'occasione di un faccia a faccia fra il neo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ed il ministro dell'Interno Angelino Alfano. I due, che non si erano risparmiati qualche stoccata negli ultimi giorni, si sono confrontati a tutto campo sui temi dell'attualità politica e delle urgenze istituzionali. A cominciare dalla questione della riforma del lavoro, con Matteo Renzi che ha smentito le indiscrezioni del Corriere della Sera e ha spiegato che presenterà il suo piano entro gennaio, precisando: "Se si riparte dalla discussione dell'articolo 18 siamo finiti, il problema vero è cambiare ammortizzatori sociali dando sussidio a tutti e formazione professionale a chi è senza lavoro". Più specifica la replica di Alfano, che ha parlato senza mezzi termini di "cancellare la legge Fornero, altrimenti non riusciamo nemmeno ad assumere", provocando la reazione di Renzi: "Per la verità qui siamo in tre e solo tu hai votato la legge Fornero nella scorsa legislatura".

Ovviamente al centro del confronto vi era la discussione sulla legge elettorale, anche in relazione all'accelerazione imposta dalla decisione della Corte Costituzionale e dalla stessa vittoria di Renzi alle primarie del Partito Democratico. Il Sindaco di Firenze ha chiarito: "La riforma elettorale dobbiamo farla subito, ma io non ho la fregola di andare a votare. Anche perché non bisogna ripetere l'errore di una legge a colpi di maggioranza escludendo le opposizioni. Il punto centrale è che la legge elettorale, se c'è volonta' politica, si può fare velocemente. Sempre che non si immagini di farla alla fine del percorso di riforme. La legge dei sindaci sono due leggi in una: c'è un premio di maggioranza al vincitore. L'ipotesi B è di vincere al secondo turno, come mi è successo nella mia città. Ma ove si raggiunga un accordo, può esserci anche il mattarellum, con l'assegnazione del 25% di premio di maggioranza". La risposta di Alfano è stata chiara: "Io non credo che Renzi voglia fare l'accordo con le opposizioni prima che con la maggioranza. Vogliamo una legge elettorale in cui la sera del voto si sappia chi ha vinto, in cui i cittadini si scelgano il proprio parlamentare e in cui chi vince abbia un premio di maggioranza che lo mette in condizioni di governare".

Sul sostegno al Governo Letta poi un piccolo siparietto, con Renzi che spiega che Letta può arrivare fino al 2018 e Alfano che glissa: "Io sono più pessimista, non credo possa farcela".

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