Pierre è un ragazzo di 19 anni nato in Italia da immigrati africani che vivono nel nostro Paese da oltre trent'anni. Pierre soffre di autismo e non parla, per questo un sabato mattina di fine settembre mentre era da solo in una zona periferica di Verona viene fermato dalla polizia che lo scambia per uno spacciatore e lo ferma portandolo in ospedale dove viene sedato e sottoposto ad accertamenti per assicurarsi che non abbia ingerito ovuli contenenti stupefacenti. Un episodio che lo ha segnato nel profondo come accusano il suo medico curante e i genitori che ora stano preparando una denuncia contro i poliziotti e contro i medici dell'ospedale Borgo Trento che hanno effettuato gli esami. Intervistato da Repubblica il suo medico, il dottor Montinari, accusa "Rischiamo di buttare tutto il lavoro fatto in anni di terapie, Pierre potrebbe non recuperare più", il ragazzo infatti secondo il racconto del suo medico ora "si fida di pochissime persone". "Questi ragazzi hanno il terrore dei camici bianchi  e io lo visitavo senza camice per non spaventarlo" confessa ancora il dottor Montinari, mentre in ospedale "è stato narcotizzato senza alcuna autorizzazione e i farmaci che hanno usato sono controindicati, perché Pierre è come tutti gli autistici un paziente fortemente allergico, come è possibile che nessuno si sia accorto che si trattava di un ragazzo autistico?".

Il comportamento di Pierre insospettisce i poliziotti – Dal racconto della madre di Pierre, originaria del Camerun e che in Italia si fa chiamare Giovanna, si capisce qualcosa di più dei convulsi momenti di quella brutta giornata.  Quel girono la signora insieme a Pierre come spesso accadeva il sabato era andata al supermercato a fare la spesa, quando però stavano per prendere l'autobus per il ritorno il ragazzo doveva andare in bagno così ritorna indietro seguito dalla donna appesantita però dal carico di buste della spesa. Ad un certo punto Pierre allunga il passo ed esce fuori dalla visuale della signora e si perde. A quel punto la signora si mette a cercarlo nella zona senza successo e solo dopo diversi minuti disperata chiama il marito che avverte il 113. Pierre nel frattempo però è finito in una zona poco raccomandabile e il suo fare agitato e nervoso ha insospettito una pattuglia della polizia che lo ha fermato scambiandolo per uno spacciatore che aveva ingerito stupefacenti.

Il medico accusa: come hanno fatto a non accorgersi della sua malattia? – Qui le cose si fanno più complicate perché una volta accompagnato al pronto soccorso neanche i medici si accorgono della particolarità del ragazzo e svolgono gli esami chiesti dagli agenti per accertare se effettivamente abbia ingerito ovuli di stupefacenti. Anzi come fa notare sempre Repubblica, che ha consultato i referti, sembrerebbe che i sospetti su Pierre restino anche quando ci si accorge che il ragazzo è autistico. Ad ogni modo solo dopo gli accertamenti vengono avvertiti i genitori che lo riportano a casa. Sconsolata la madre che spiega "capisco che chi s'è trovato davanti un ragazzo agitato, che non dice una parola può capire una cosa per un'altra, però sottoporlo a quegli esami, sinceramente mi è sembrato esagerato". Stesse considerazioni del papà Valentin, uno psicologo della Costa D'Avorio che  fa il panettiere e che spiega "il ragazzo è registrato con le impronte digitali, come quasi tutti gli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, bastava fare prima un controllo". Per questo il dottor Montinari vuole fare luce sulla vicenda, "anche un ignorante si renderebbe conto del problema di questo ragazzo, è impossibile che i medici non lo abbiano capito" dice e accusa "hanno sospettato di lui perché non sa comunicare o forse solo perché ha la pelle nera?".