Nabra Hassanen, una ragazza di 17 anni di Reston, in Virginia (USA), è stata uccisa ieri mattina mentre camminava verso casa dopo aver partecipato a una preghiera in una moschea alle porte di Washington. Per il delitto è stato arrestato Darwin Martinez Torres, 22 anni: secondo la polizia la causa scatenante dell'omicidio è stata l'odio razziale, sentimento che più volte il giovane aveva manifestato. "Mia figlia è stata uccisa perché era musulmana e per gli abiti che indossava, ne sono convinta", ha affermato al Washington Post la madre di Nabra.

Nabra Hassanen aveva partecipato a una veglia di preghiera organizzata per la fine del ramadan all'All Dulles Area Muslim Society, una moschea che si trova a Sterling. Aveva raggiunto la moschea insieme a quattro amici e se n'era andata alle prime ore di domenica mattina, avviandosi a piedi verso casa in quartiere che i residenti hanno sempre giudicato molto sicuro. Un testimone ha riferito che la 17enne sarebbe stata avvicinata da un'automobilista, che avrebbe cominciato a insultarla per poi scendere dalla vettura e aggredirla. Per ore dell'adolescente non sono state trovate tracce, poi il corpo è stato rinvenuto, purtroppo ormai senza vita, in un'area abbandonata. Accanto al cadavere una mazza da baseball, probabilmente l'arma del delitto.

Pochi minuti più tardi la polizia ha preso in custodia Darwin Martinez Torres, 22 anni: il giovane è ritenuto responsabile dell'omicidio, il cui movente sarebbe stato l'odio razziale e religioso. Un recente rapporto stilato dal Council on American-Islamic Relations ha rivelato che i crimini di odio nei confronti dei musulmani sono in forte aumento negli Stati Uniti a partire dal 2015 e hanno visto un incremento del 44% nel 2016, passando da 180 a 260 casi. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno fatto notare come tale aumento sia arrivato in concomitanza con la campagna presidenziale di Donald Trump.