Monti: Nel Paese forte tensione sociale ma bisogna reagire
Il Paese è attraversato da forti tensioni sociali dopo gli sforzi per fronteggiare la crisi economica, ma bisogna reagire insieme affinché non si vada verso una ben più grave crisi culturale e di valori. Sono queste le parole usate dal Premier Mario Monti oggi in un incontro a Rondine "Cittadella della Pace" ad Arezzo dopo il vertice con Napolitano. Il Presidente del consiglio dopo gli avvenimenti di questi giorni ha espresso preoccupazione per lo stato di malessere che pervade la società italiana, ma ha esortato tutti i cittadini a "non arrendersi ora", ma a fare uno sforzo comune affinché tutto si ristabilisca attraverso "un'equa ripartizione del carico".
L'Italia un Paese che sa parlare a tutti – Davanti ad una platea di giovani provenienti dalle zone a rischio di guerra Monti ha ricordato la storica capacità dell'Italia "nel saper suscitare in tutti, anche tra gli opposti e i nemici, caratteristiche di buonsenso" perché è un Paese "capace di parlare a tutti in modo amichevole". Questa capacità viene meno però proprio in questi momenti dove si fa prendere dalla sfiducia in se stessa, "sfiducia ingiustificata" ha precisato Monti che rischia di far prevalere la cultura della sconfitta e del rancore.
Non cedere alla frustrazione e alla rabbia – Insomma un appello incoraggiante agli italiani a ricompattarsi quello fatto dal Premier oggi, un invito a reagire, a non abbandonarsi all'insicurezza che genera frustrazione, rabbia, aggressività, diffidenza verso gli altri. Il Premier ha così fatto un parallelo proprio con la politica italiana, per anni divisa aspramente tra opposte fazioni che lui ha fatto sedere intorno ad un tavolo per il bene del Paese facendo "scoprire loro che al di là della legittima battaglia politica, c'è però un sottofondo di grande impegno per il benessere collettivo".
Il ruolo dell'Italia in Europa – Monti ha anche ricordato il ruolo dell'Italia in Europa e le politiche comuni europee. L'Ue è "un modello ancora valido" per il Premier, ma che "sta facendo dei passi indietro" rispetto al passato, e dunque al nostro Paese spetta il compito di opporsi a questa strada e "come fondatore" fare proposte per il futuro. Un ottimismo di fondo quello di Monti che contrasta con la situazione presente dell'Italia, ma confermato dalle sue parole sul ruolo a lui assegnato, "sono più convinto e più contento del mio compito perché vedo che è possibile".