Farmaci, furti in un ospedale italiano su dieci

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Secondo il report “The theft of medicines from italian hospitals” i medicinali più rubati sono quelli oncologici.

Aumentano di anno in anno i furti di farmaci negli ospedali italiani. Come ha rivelato il report “The Theft of Medicines from Italian Hospitals” pubblicato da Transcrime, il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università degli studi di Trento, dal 2006 fino ai primi cinque mesi del 2014 in circa un ospedale italiano su 10 sono stati sottratti farmaci, per un valore complessivo di 22 milioni di euro. La ricerca si basa sulle notizie di furti di farmaci apparse su articoli di giornale e altri media proprio dal 2006 al maggio 2014. In questo periodo di tempo i furti di medicinali negli ospedali italiani sono stati 110 di cui 37 avvenuti solo nella prima metà del 2014. “Una cifra che è probabilmente sottostimata a causa della sottostima dei furti su piccola scala, e la propensione dei manager per affrontare reati internamente per evitare danni reputazionali” si spiega nel report. Tra i farmaci più rubati quelli oncologici, seguiti da anti-reumatici, immunosoppressori e farmaci biologici, tutti farmaci “ad alto prezzo, che possono produrre alti utili quando sono venduti sul mercato illegale o reinseriti nel mercato legale”.

Le regioni più colpite

I furti di farmaci si sono verificati un po’ in tutta Italia, ma Campania e Puglia sono le regioni più colpite, qui infatti si sono verificati il 45% dei casi. Questo dato probabilmente è dovuto alla “presenza della criminalità organizzata che sembra avere la conoscenze necessarie per identificare, rubare e trasportare farmaci in mercati illegali”. Le destinazioni dei farmaci rubati secondo il report. oltre all'Italia sono la Slovacchia, la Lettonia, l'Ungheria, la Slovenia e la Romania. I motivi che spingono le organizzazioni criminali a rubare i farmaci negli ospedali sono diverse: prezzi elevati, l'alta redditività, la possibilità di smercio sul mercato nero e sul web, ma anche i pochi arresti e sanzioni inferiori a quelli di attività illecite simili, come il traffico di droga.

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