Bimbo di un anno ingoia pila in casa a Massa: arrivato in ospedale con danni all’esofago ma salvato in extremis
Il tempestivo intervento dei medici, con l’applicazione di un protocollo studiato appositamente per simili casi, ha permesso di salvare in extremis un bambino di appena un anno che aveva ingerito una pila a bottone mentre era in casa e che gli aveva già causato danni alle pareti dell'esofago. L’intervento salvavita dei sanitari grazie alla collaborazione tra gli specialisti dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze e quelli dell'Ospedale del Cuore di Massa della Fondazione Monasterio.
I fatti risalgono alla sera del 5 ottobre scorso quando il piccolo, residente nell'area apuana, è arrivato in ospedale a Massa già con danni alle pareti dell'esofago causati dalla pila che aveva ingerito due ore prima e si era incastrata in gola. A questo punto è scattata la procedura condivisa tra i due poli specialistici, un percorso di collaborazione ideato proprio per fronteggiare casi di questo tipo ed evitare ogni possibile ritardo.
L'ingestione di batterie a bottone rappresenta infatti un evento ad altissimo rischio di gravi complicanze, a volte anche con esiti letali come il caso della bambina morta nel novembre del 204 proprio in Toscana. Per questo intervenire con un’operazione standardizzata permette di ridurre al minimo i tempi necessari aumentare drasticamente le possibilità di sopravvivenza.
Nel caso del piccolo, dal Meyer di Firenze è stata subito inviata la gastroenterologa endoscopista Sara Renzo che con un mezzo di emergenza del 118 a sirene spiegate è arrivata a Massa con tutta la strumentazione endoscopica necessaria per rimuovere in tempi rapidissimi il corpo estraneo. Qui ad attenderla ha trovato già pronta una equipe di cardiochirurghi pediatrici, indispensabile nel caso in cui la pila avesse causato lesioni estese e profonde da interessare anche l'aorta.
L'intervento, effettuato nel blocco operatorio dell'Ospedale del Cuore dalla dottoressa Renzo con il supporto dei cardiochirurghi e di tutto il team specialistico della Monasterio, è perfettamente riuscito. "Per fortuna non aveva ancora leso i grossi vasi, circostanza che avrebbe potuto causare una emorragia massiva. La rimozione della pila è stata dunque difficoltosa, ma possibile. Questo ha evitato l'intervento cardiochirurgico, più invasivo" ha spiegato la dottoressa Renzo. Dopo alcuni giorni in terapia intensiva, il bimbo è stato dichiarato fuori pericolo e portato in reparto.
Dopo l’operazione, “il bambino ha potuto essere trasferito in reparto, con grande sollievo di tutti noi e, soprattutto, dei suoi genitori” ha aggiunto la dottoressa Elisa Barberi, responsabile della Terapia intensiva Pediatrica e Neonatale di Monasterio, sottolineando che “Naturalmente, il percorso di cura e assistenza dovrà proseguire, ma questo passaggio rappresenta un risultato importante”.
"State attenti alle pile. Sono oggetti pericolosissimi" è l’allarme lanciato ai genitori dei bimbi piccoli dai medici del Meyer e dell'Ospedale del cuore. La presenza di una pila nella cavità dell'esofago provoca infatti tre tipologie di danni: elettrico, meccanico e chimico. “In primo luogo, in una cavità così ristretta quale è quella dell'esofago, l'anodo e il catodo presenti nella pila si attivano e in tempi rapidissimi sono capaci di lesionare gravemente le mucose delle pareti, provocando ulcerazioni anche molto estese, che possono raggiungere l'arco aortico e causare gravi emorragie. A questo si aggiunge la possibile perdita di acido con conseguenze ancora più gravi. Fondamentale, quindi, la tempestività dell'intervento” spiegano i medici.