Sapevate che in Italia lo Stato spende più di un miliardo di euro per mettere in galera le persone per reati di droga? Sapevate che la cannabis può avere effetti benefici su molte patologie e il proibizionismo ne ha limitato fortemente la sperimentazione in ambito medico? Sapevate che il nostro Paese perde 8 miliardi di entrate che deriverebbero dalla legalizzazione della cannabis? Tutto (o quasi) quello che ci hanno detto sulle droghe, invece, è falso e il proibizionismo è stato un fallimento su tutta la linea.

Cosa ha prodotto la guerra alle droghe

Tutte le leggi repressive contro chi usa droghe hanno prodotto effetti contrari. La “war on drugs” è morta mentre il traffico di droga sta benissimo: lo ha detto anche la Direzione nazionale antimafia. Per mostrare in maniera incontrovertibile questa situazione e proporre una soluzione diversa, è nato un sito internet: si chiama nonmelaspaccigiusta.it ed è realizzato dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (CILD) che raggruppa molte Ong che si occupano di diritti umani. L'intento dell'iniziativa è quello di smontare i luoghi comuni di una propaganda che è alla base di politiche repressive che hanno portato solo a un sovraffollamento delle carceri e a maggiore emarginazione dei consumatori di sostanze stupefacenti. Molti Paesi del mondo se ne stanno rendendo conto e stanno cambiando il loro approccio alla questione, puntando a legalizzazione e politiche di riduzione del danno. Nel 2016 gli Stati Uniti ospiteranno Ungass, sessione speciale dell'assemblea generale dell'Onu che mira a un cambiamento di rotta nelle politiche sulle droghe, esigenza richiamata anche dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Anche l'Italia parteciperà all'assemblea: un'occasione storica.

Il fallimento dell'Italia nella guerra alle droghe

Ma il dibattito politico nel nostro Paese è fermo: sulla legalizzazione della cannabis, ad esempio, l'opinione pubblica è impantanata nello scontro ideologico.  La proposta di legge, un passo avanti innegabile, è stata calendarizzata tra gli imbarazzi di maggioranza e opposizione. Dalla Jervolino-Vassalli alla orribile e incostituzionale legge Fini-Giovanardi che ha sbattuto dentro anche chi si faceva le canne, l'Italia su questo versante è stata un totale fallimento. Da dove si riparte? Da una riflessione scevra da pregiudizi: mica poco, direte voi. Allora si riparta dai dati, separando i fatti dalle opinioni. “La guerra alla droga ha regalato soldi alle organizzazioni criminali, ha lasciato che lo Stato perdesse miliardi in tasse non riscosse e ne perdesse per la repressione, ha distrutto la vita di migliaia di giovani, ha impedito di sviluppare la ricerca sugli utilizzi terapeutici della cannabis”. Ecco la foto impietosa del Paese, scattata da Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione e di Associazione Antigone, organizzazione attiva da anni su questo tema. L'iniziativa nonmelaspaccigiusta.it, realizzata dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (CILD) ha l'obiettivo ambizioso di stimolare un dibattito libero dalla gabbia dei pregiudizi.

Il sito offre un quadro completo sulla situazione droghe nel nostro Paese. Innanzi tutto i dati: attraverso una navigazione semplice e intuitiva è possibile conoscere in modo chiaro e sintetico tutte le informazioni fondamentali su cannabis, cocaina e crack, eroina, mdma, metanfetamina, oppiacei, lsd e altri psichedelici, sostanze volatili, spray e colle. Meccanismo d'azione, effetti, ma anche un focus sulla cannabis e sulle storie di chi la usa, sugli effetti e le possibilità terapeutiche. A scrivere sono esponenti di Ong, medici, avvocati, giornalisti scientifici. Perché non possiamo lasciare che a parlare di droghe, in Italia, sia solo Giovanardi.