Ezra Pound.
in foto: Ezra Pound.

Il 19 ottobre 1967 allo scrittore guatemalteco Miguel Angel Asturias viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura, “per i suoi vigorosi risultati letterari, profondamente radicati nei tratti distintivi e nelle tradizioni degli Indiani dell'America Latina”. Una vittoria storica, la prima e l’unica per uno scrittore proveniente dal Guatemala che, stando agli atti resi pubblici in questi giorni dall’Accademia svedese, fece parecchio discutere il comitato del Nobel.

Ogni anno l’Accademia svedese rende noti gli atti e i documenti delle votazioni svoltesi 50 anni prima: è questo il periodo di tempo necessario affinché i verbali delle candidature e delle discussioni del comitato possano essere pubblicati. Un vero e proprio viaggio nella storia, che permette di riscoprire la cultura e i gusti letterari del tempo: scopriamo così che in quel lontano 1967 molti membri dell’Accademia parteggiavano per altri candidati, ritenendo Asturias una scelta troppo “limitata”.

Meglio Ezra Pound o JRR Tolkien?

Nella lista dei 70 scrittori nominati dall’Accademia per quel 1967 compaiono Samuel Beckett, Georges Simenon, Ezra Pound, JRR Tolkien e il giapponese Yasunari Kawabata, che avrebbe vinto l'anno successivo. Ma due nomi in particolare risultano essere stati vicinissimi alla vittoria: Graham Greene e Jorge Luis Borges.

Stando agli atti, entrambi gli scrittori hanno sfiorato di pochissimo la maggioranza nel vedersi assegnato il prestigioso riconoscimento. Lo scrittore inglese, autore di “Un americano tranquillo”, venne nominato dal collega svedese Anders Österling che lo definì “un osservatore esperto, la cui esperienza sa comprendere gli aspetti misteriosi del mondo interiore, la coscienza umana, l'ansia e gli incubi". Lo stesso valse per Borges, preferito da molti al suo rivale guatemalteco.

Il dossier pubblicato dall’Accademia svedese ci rivela che fra i settanta candidati, soltanto cinque erano donne: la tedesca Marie Luise Kaschnitz, Katherine Anne Porter, Anna Seghers, Judith Wright e Lina Kostenko. Alla fine, il comitato decise per Asturias, in linea con la decisione di dare risalto alle esperienze letterarie al di fuori dell’Europa.

Gli italiani: 35 occasioni mancate

Nell’intera storia del Premio Nobel gli scrittori italiani che ottennero il prestigioso riconoscimento furono soltanto sei. Ma, grazie agli atti pubblicati a distanza di cinquant’anni, si può notare come in realtà in sessant’anni furono ben 35 gli italiani candidati.

Il nome con il maggior numero di candidature risulta essere il saggista e storico Guglielmo Ferrero, seguito a breve distanza da Benedetto Croce il cui nome compare nelle liste dal 1929 al 1952. Insieme a loro, Alberto Moravia, Ignazio Silone, Matilde Serao e Vasco Pratolini. Candidatura d’eccellenza invece per Riccardo Bacchelli, proposto quale ipotetico vincitore niente di meno che da Thomas Stearns Eliot. Nel 1908, anno in cui il Nobel va al tedesco Rudolf Christoph Eucken, uno dei più quotati era Edmondo de Amicis. Oltre a lui, negli anni a venire, ci saranno Carlo Levi, Elio Vittorini e Carlo Emilio Gadda.