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Continua il caos per famiglie e genitori alle prese con primi giorni di scuola e inserimenti. Un servizio creato per il bene dei bambini e delle bambine può rivelarsi così sfiancante e avvilente per tutte le persone adulte che vivono con loro? Evidentemente sì. A confermarcelo, oggi, è Lucia (nome di fantasia, ndr) madre di due bambini piccoli che frequentano entrambi la scuola dell'infanzia da quest'anno: il più piccolo si trovava al nido fino allo scorso luglio.

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"La scuola è iniziata da neanche una settimana e già mi sento dire da insegnante e genitori che sono una cattiva madre. Una mi ha addirittura suggerito di licenziarmi per riuscire a portare i miei figli a scuola", si sfoga Lucia. I due piccoli sono iscritti nella stessa scuola ma, almeno per il momento, per Lucia cambia poco.

"Come sto? Sono in preda al panico per gli inserimenti doppi perché i nuovi iscritti e i vecchi iscritti hanno orari differenti. E i miei figli rientrano uno nei vecchi e l'altro nei nuovi iscritti. Fino almeno alla fine della prossima settimana uno entra alle 8 ed esce alle 10, l'altro invece è a scuola dalle 10.30 alle 14.30. Per non parlare di eventuali modifiche sugli orari e sulle giornate che arrivano anche con poco preavviso tramite messaggio whatsapp. E guai mancare una lettura: ero in una riunione di lavoro e mi sono persa una comunicazione. Mi hanno fatto subito sentire sbagliata, una madre degenere".

E poco importa se al proprio fianco si ha un partner con cui dividersi i compiti. "Per noi genitori è un incubo. Soltanto tenere traccia di orari e giorni, nuovi inserimenti e altre integrazioni è un lavoro. Ma noi, che di lavoro abbiamo già il nostro, ci troviamo a dover tenere traccia e a organizzare altri mille impegni. E non sempre riusciamo a fare tutto. Per andare e tornare nei nostri sei tragitti quotidiani siamo rimasti indietro con il lavoro: abbiamo recuperato quello che mancava di notte".

"Come se non bastasse mi sono trovata sola. Abbiamo chiesto un minimo di flessibilità al corpo docenti, anche di un quarto d'ora non di più, ma non c'è stata. Anche il gruppo di genitori non ha manifestato la minima solidarietà: una delle mamme addirittura mi ha suggerito di licenziarmi per riuscire a stare dietro ai figli. Mi viene davvero da piangere. Ma sono io strana o il mondo ha cominciato ad andare nel verso opposto? – si sfoga Lucia – Io mi sento un'eroina, perché nell'Italia in cui la natalità è praticamente a zero, io di figli ne ho due, pure vicini di età. Ovviamente non dico che mi devi dar premio, ma neanche farmi sentire sbagliata, non organizzata. Se non è in grado di organizzarsi, si trovi qualcuno per guardarle i figli, mi è stato detto. Ho un'azienda con dei dipendenti, due bambini, mi occupo della casa, cucino e non compro preparato proprio perché tengo pure all'alimentazione dei miei figli, mi occupo delle lavatrici e della gestione dell'amministrazione, compreso il pediatra, lo sport e tutto il resto. Come si permette lei di dire che io non sono una persona organizzata? La scuola è appena iniziata e noi non ce la facciamo già più. È una lotta contro i mulini a vento. E nel frattempo nessuno, a scuola, perde occasione per farmi sentire una cattiva madre".


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Femminicidi, misoginia e cultura dello stupro dominano la nostra società, intrisa di odio verso le donne. La "caccia alle streghe" non è un fenomeno così lontano nel tempo, perché tra istituzioni indifferenti e media inadeguati o complici, gli uomini continuano ad ammazzare le donne quando non riescono a dominarle.  È ora di accendere i nostri fuochi e indirizzarli dove non si voleva guardare: Streghe è il nostro Osservatorio sul patriarcato, il nostro impegno per cambiare il modo in cui si raccontano le storie alla base di una società costruita a misura di uomo.

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