Trenitalia elimina il Carnet: cosa cambia per studenti e pendolari, le alternative per risparmiare
Per molto tempo il Carnet Smart di Trenitalia per Frecciarossa e Frecciargento è stato una certezza per i viaggiatori abituati a salire frequentemente a bordo dei treni, prevalentemente per motivi di lavoro. L'agevolazione andava ad alleggerire gli spostamenti dei pendolari, che ora sono infatti in rivolta, preoccupati per ciò a cui andranno incontro a partire dall'1 novembre. Da quella data in poi, infatti, il Carnet Smart sparirà: non sarà più disponibile acquistare i dieci viaggi a tariffa agevolata in classe Standard, da sfruttare nell'arco di 30 giorni sull'Alta Velocità, dal lunedì al venerdì.
Così strutturato, è facile comprendere perché a essere coinvolti siano soprattutto i lavoratori pendolari, coloro che devono spostarsi per recarsi in ufficio alternando la presenza in sede allo smart working, nel giro del mese. Coinvolti anche gli studenti universitari, per esempio, oppure collaboratori occasionali e lavoratori precari. Avere un blocco di viaggi da poter gestire, garantiva un risparmio fino al 60%: adesso acquistare le tratte singolarmente, peserà molto di più sul budget.
Per fare un esempio concreto: sulla tratta Torino-Milano il carnet costa 139 euro, dunque 13,90 a viaggio, un totale che è impossibile replicare acquistando 10 viaggi singolarmente. L'offerta corrispondente di Italo, che diventa l'alternativa più fattibile, prevede sulla stessa tratta dieci viaggi a 179 euro, che sono comunque 40 in più rispetto al vecchio carnet. Nonostante il rincaro, è comunque la scelta più economica rispetto all'alternativa di Trenitalia, che ha messo sul piatto un abbonamento mensile da ben 294 euro. Questa tariffa è scontata: sono 80 euro in meno, ma ogni prenotazione del posto costerà 2 euro. L'abbonamento Napoli-Roma passerà invece da 418 euro a 338 euro.
Un'altra possibilità di risparmio è approfittare di biglietti Economy e Super Economy, che però necessitano di essere prenotati con largo anticipo e non garantiscono flessibilità. Un'opzione, può essere considerare dei viaggi di gruppo, per approfittare di sconti riservati a chi viaggia insieme. Diventano preziosi a questo punto anche carte sconto e programmi fedeltà.
Trenitalia ha motivato la scelta spiegando che oggi lo smart working ha un peso differente, si è molto ridimensionato, dunque abbraccia una platea inferiore rispetto al passato. Basti pensare al post Covid, quando sicuramente il lavoro a distanza ha avuto il suo boom. Ma a pandemia finita e con l'allarme rientrato, le aziende hanno gradualmente ricominciato a richiamare i lavoratori in presenza. Da qui, la necessità dell'azienda di trasporti di proporre un nuovo modello, attualizzato. I diretti interessati, però, non vivono la novità con la stessa propositività.
"Chiediamo semplicemente di poter continuare a recarci al lavoro senza vedere quasi raddoppiato, dall'oggi al domani, il costo dei nostri spostamenti" ha spiegato un pendolare a Fanpage.it. Calcolatrice alla mano, si è reso conto che dovrà sostenere delle spese maggiorate del 50%, senza il carnet. Non a caso, il Comitato pendolari Alta Velocità Roma-Napoli ha chiesto a Trenitalia di mantenere il carnet o di introdurre una misura equivalente, che non vada a impattare in modo sostanziale sulle tasche dei lavoratori. Si sta muovendo sulla stessa linea anche il Comitato dei pendolari Torino-Milano. Stessa richiesta di rivedere la decisione anche da parte del Movimento Consumatori. Ne è nata anche una raccolta firme su Change.org, per ottenere il ripristino.