Sasha e Mattia stanno attraversando l’America in bici: “Dormiamo dove capita, siamo scampati a un serial killer”
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Hanno una grande passione per la bicicletta e tanta voglia di avventura, di conoscere posti e culture nuove: con queste premesse Sasha Galli e Mattia Santoro, poco più di 20 anni ciascuno, hanno intrapreso il loro viaggio. A luglio sono partiti dal Lago di Como diretti in America: Canada, Stati Uniti, Messico, America Centrale, giù fino a Panama e chissà, forse anche più a sud. I due amici stanno facendo questo viaggio in sella alle loro biciclette, muniti di tenda per dormire all'aperto, un po' dove capita. Stanno documentando tutto sui social, chilometro dopo chilometro, con aggiornamenti in tempo reale. Fanpage.it li ha raggiunti telefonicamente per farsi raccontare questa impresa ambiziosa. Non è da tutti, attraversare un intero continente in bicicletta! Loro vogliono provarci, prendendosi tutto il tempo necessario. Non hanno fissato una data di rientro in Italia: per ora esiste solo la strada!
Sasha e Mattia, da quanto tempo vi conoscete?
M: Ci conosciamo da una vita, dalle scuole elementari: siamo amici da sempre. La passione per la bici è venuta dopo.
Avevate già fatto viaggi insieme in bicicletta?
M: Sì, facemmo un viaggio in Svizzera insieme di quasi 2 settimane. Io prima avevo fatto il giro d'Europa e il giro d'Italia: circa 25.000 chilometri da solo.
E chi ha avuto la folle idea di attraversare l'America in bici?
M: L'ha avuta lui! Io in verità volevo andare in Asia e lui invece voleva fare il coast to coast negli Stati Uniti.

I genitori come l'hanno presa?
M: Mia madre e mia nonna all'inizio si sono preoccupate: effettivamente ti lanci nell'ignoto. Però si sono tranquillizzate vedendo i video sui social, vedendo che in giro troviamo persone che ci aiutano. Per fare una cosa del genere ci vuole un po' di sana pazzia, se no non ti lanci.
Quando siete partiti?
S: Siamo partiti il 23 luglio da Washington, siamo in giro da quasi 4 mesi. Arriveremo a Panama a maggio più o meno. Da lì, se volessimo fare anche il Sud America ci vorrebbe un altro anno e mezzo circa. Lo decideremo una volta arrivati: dipende dai soldi, dalle condizioni fisiche e psicologiche: è un viaggio che ti mette a dura prova. Per adesso siamo 80 km a ovest di Oklahoma City, stiamo andando in direzione Texas.
Ecco a proposito proprio dell'aspetto economico: che budget avete per questa avventura?
S: Spendiamo 5 euro a testa al giorno più o meno. I costi maggiori li abbiamo sostenuti all'inizio, tra aerei e visti: sono le spese più elevate. Durante il viaggio molto meno, perché dormiamo in tenda, facciamo spesa al supermercato, con noi abbiamo qualche scorta di cibo. A volte grazie alla gentilezza degli americani abbiamo cibo gratis perché ce lo regalano loro. Poi bisogna mettere in conto le spese per gli imprevisti. Per esempio ieri si è rotto un raggio e ho speso 78 dollari per ripararlo. Anche qui, c'è chi ti aiuta: alcune volte non ci hanno fatto pagare la manodopera, solo i pezzi.

Dove dormite?
S: La tenda è la nostra casa, poi con noi abbiamo materassini e sacchi a pelo. Dormiamo dove capita. A volte chiediamo alle persone di dormire nel loro giardino. L'alternativa è usufruire di parchi pubblici cittadini, che chiaramente non esistono quando attraversi zone molto isolate. Le persone aiutano molto, gli americani sono persone gentilissime. L'altro giorno abbiamo fatto 130 chilometri sotto la tempesta e siamo arrivati vicino a Oklahoma City. Qui una signora ci ha messo a disposizione una casetta tutta per noi, ci ha preso il cibo. Soprattutto quando sanno di imprese come la nostra, si mettono tutti a disposizione per dare una mano. Poi certo, a volte la parte complessa non è tanto trovare persone gentili, ma è trovare persone proprio! Adesso abbiamo fatto 100 km e abbiamo attraversato solo un paese, siamo nel nulla.
Ormai siete in viaggio da circa 4 mesi. Qual è stato il momento in cui avete avuto più paura?
M: Quando eravamo in Michigan siamo passati a 20 km dalla zona operativa di un serial killer! Lui colpiva proprio sulle piste ciclabili che facevamo noi, uccideva di notte. Insomma, noi eravamo il target perfetto. Da dicembre aveva ucciso cinque persone. Ci aveva avvisato un follower, noi quella sera dormivamo in un parco, non eravamo neppure nel giardino di una proprietà privata! A un certo punto abbiamo sentito spari di fucili, poi sono passate tre volanti della Polizia. Quel momento è stato tosto, ci ha mandato un po' in ansia.
La parte più bella invece?
M: A parte la straordinaria gentilezza degli americani, i paesaggi che cambiano continuamente. Adesso siamo circondati da terra rossa, è tutto molto diverso rispetto all'Italia.
Ma la gente che dice quando vede passare questi due pazzi in bicicletta che vengono dall'Italia?
S: All'inizio pensano che siamo quelli delle consegne, quelli che portano il cibo! Però non mi scorderò mai quei bambini che rimangono proprio a bocca aperta quando vedono la bandiera e i pacchi sulla bici, ci guardano come se fossimo dei supereroi!