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René Redzepi lascia il Noma: la storia dello chef dalle 3 stelle Michelin alle dimissioni

René Redzepi, accusato di aver abusato e vessato i suoi dipendenti per anni, ha dato le dimissioni. Non è più chef del Noma, il ristorante tristellato che aveva fondato e che guidava da anni.
A cura di Valeria Paglionico
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René Redzepi, chef del Noma dal 2003, ha appena dato le dimissioni, lasciando la gestione del noto ristorante di Copenaghen che lui stesso ha fondato insieme all'imprenditore danese Claus Meyer e che da anni veniva definito tra i migliori al mondo. La decisione arriva dopo le dure accuse di oltre 30 suoi dipendenti che, intervistati per un'inchiesta del New York Times, hanno denunciato gli abusi e le vessazioni subite quotidianamente sul luogo di lavoro. Dopo giorni di polemiche, lo chef ha deciso di condividere un post su Instagram, spiegando che le scuse non e che per lui è arrivato il momento di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

Il Nome è stato eletto 4 volte il miglior ristorante al mondo

René Redzepi, nato a Copenaghen nel 1977, ha fondato il ristorante Noma nel 2003 nella sua città natale, per la precisione nel distretto Christianshavn, e fin dall'inizio è diventato famoso per la sua nuova cucina nordica, ovvero una proposta culinaria incentrata sui prodotti del territorio nordeuropeo, nonché sull'accurata pulizia dei sapori. Il nome Noma, infatti, è dato proprio dall'unione dei due termini danesi nordisk e mad, che letteralmente significano nordico e cibo. Premiato con 3 stelle Michelin ed eletto quattro volte Miglior ristorante del mondo secondo la classifica annuale The World's 50 Best Restaurants, il Noma è sempre stato considerato un'eccellenza internazionale, un vero e proprio laboratorio di ricerca alimentare oltre che un semplice ristorante.

Noma
Noma

Gli abusi denunciati dai dipendenti

Il New York Times ha cominciato a indagare sugli abusi ai dipendenti del Noma a partire dal 2009 e fino al 2017 ha raccolto diverse testimonianze che parlavano di un ambiente intimidatorio e addirittura violento. È stato soprattutto il comportamento dello chef Redzepi a essere denunciato: in molti hanno dichiarato di aver subito umiliazioni pubbliche, di essere stati colpiti con utensili da cucina e di essere stati addirittura picchiati durante il servizio, tanto da essere andati in bornout e di aver avuto la necessità di un supporto psicologico. Lo chef, inoltre, ha spesso anche minacciato i suoi sottoposti di usare la sua influenza per non farli lavorare in altri ristoranti o di far licenziare i loro familiari in altre aziende. In precedenza, inoltre, un'indagine condotta dal Financial Times nel 2022 aveva rivelato che il ristorante impiegava fino a 30 stagisti non retribuiti (praticamente la metà dei dipendenti), facendoli lavorare fino a 70 ore alla settimana. Solo nell'ottobre 2022 il ristorante iniziò a pagarli, aggiungendo un costo del lavoro stimato tra i 50.000 e i 70.000 dollari al mese.

Alcuni dei dipendenti del Noma
Alcuni dei dipendenti del Noma

Le dimissioni e le scuse di René Redzepi

Nel saggio pubblicato sulla rivista Lucky Peach e sul sito web MAD Feed, Redzepi aveva dichiarato: "Sono stato un bullo per gran parte della mia carriera. Ho urlato e spintonato la gente". Parlava di "furia assoluta" per piccoli errori ma, allo stesso tempo, dichiarava di essersi sottoposto a ore e ore di terapia per correggere il suo comportamento. Tutto questo, però, non è bastato. Lo chef danese ha dichiarato che, nonostante abbia lavorato per diventare un leader migliore e per trasformare la cultura del ristorante, non può cancellare il passato. "Le scuse non sono sufficienti: mi assumo la responsabilità delle mie azioni. Dopo oltre due decenni trascorsi a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di fare un passo indietro e permettere ai nostri straordinari leader di guidare il ristorante nel suo prossimo capitolo", ha scritto Redzepi sui social. Oltre a lasciare il Noma, si è dimesso anche dal consiglio di amministrazione di MAD e ha poi pubblicato un video in cui si scusa col suo staff.

Noma Restaurant
Noma Restaurant

Il Noma rimarrà aperto?

La pubblicazione dell'inchiesta del New York Times ha confermato le voci che circolavano già da alcune settimane, basti pensare al fatto che Jason Ignacio White, ex direttore del laboratorio di fermentazione del Noma, aveva pubblicato una serie di screenshot di conversazioni con altri dipendenti, in cui si raccontava il clima di terrore che si respirava in cucina. Lo scorso 31 gennaio, poi, il ristorante aveva annunciato una chiusura in vista di una ristrutturazione e di una riapertura prevista nel 2027. Nel frattempo, era stato aperto un pop-up a Los Angeles, i cui principali sponsor, Cadillac e Resy, hanno ritirato la partnership dopo lo scandalo. Ora il locale "temporaneo" ha comunicato che rimarrà attivo fino al prossimo giugno (come previsto) ma lo chef René Redzepi non sarà più presente.

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