Milano bella dentro, i cortili più scenografici dietro ai portoni dei palazzi storici

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Il cortile interno di Casa Ortelli
Molti pensano che Milano sia solo un susseguirsi di palazzi grigi, ma è proprio dietro di essi che bisogna guardare per scovare dei luoghi segreti. I cortili interni delle dimore storiche milanesi ci regalano alcuni degli scorci più belli della città.

Da un anno a questa parte, se passate un po' di tempo su Tiktok, è facile che vi imbattiate in video ironici realizzati da utenti italiani o stranieri che visitano Milano. L'audio virale dice: "Cosa c'è a Milano?", facendo intendere che seguirà una carrellata di immagini, ma dopo avere inquadrato il Duomo i protagonisti del video tornano a letto in albergo. È vero che Milano non ha altro di interessante da raccontare? Forse è solo una questione di saper guardare dietro alle apparenze. Le architetture più suggestive e le storie più interessanti si nascondono spesso nei cortili interni di quegli stessi palazzi che, visti dall'esterno, per molte persone non sembrano trasmettere nulla. Dietro a un semplice portone di legno potrebbe trovarsi una testimonianza della Milano dell'epoca della Peste o l'eredità lasciata dalle grandi famiglie nobiliari. Forse la solita frase "non capisci Milano perché va vissuta" non è poi così sbagliata.

Palazzo Luraschi, nel cortile di Renzo e Lucia

Non molto lontano da Porta Venezia, in Corso Buenos Aires 1, si trova Palazzo Luraschi. Fu completato su progetto di Ferdinando Luraschi e fu il primo edificio di Milano a raggiungere gli 8 piani di altezza. La sua bellezza, però, va ben oltre alla facciata con dettagli bugnati, cariatidi e mensoloni. Il palazzo, infatti, sorge dove un tempo si trovava il Lazzaretto, luogo dove venivano assistiti i malati di peste e che ha un ruolo fondamentale ne I promessi Sposi di Manzoni. Luraschi decise dunque di utilizzare quattro delle colonne che ne delineavano il perimetro per strutturare il cortile interno.

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Due colonne dell'antico Lazzaretto nel cortile di Palazzo Luraschi

Quest'ultimo è uno dei luoghi nascosti più belli di Milano e, oltre a custodire parti dell'antico Lazzaretto, è pensato come un grande omaggio al romanzo di Alessandro Manzoni. Le raffigurazione dei protagonisti de I Promessi Sposi compaiono in dodici busti posti nei medaglioni posizionati tra gli archi del porticato. La scelta fu fatta perché si pensa che sia proprio questo il luogo in cui, nell'opera, Lucia si rifugia dalla peste in attesa del suo Renzo.

Palazzo Borromeo d'Adda, il cortile che stregò anche Stendhal

Situato in via Manzoni, Palazzo Borromeo d'Adda sorge al posto dell'antico convento delle monache rocchettine, che fu soppresso in epoca napoleonica per costruirvi la casa della famiglia di ricchi banchieri d'Adda, che poi si unirono alla famiglia Borromeo. Il palazzo fu ristrutturato negli anni '20 dell'ottocento dall'architetto Gerolamo Arganini, diventando uno dei migliori esempi dello stile neoclassico milanese. Da un cancello in ferro battuto si intravede il Cortile d'Onore, che oggi vede le sue dimensioni ridotte rispetto a due secoli fa, delimitato da colonne tuscaniche circondate da rampicanti e dotato di un ampio giardino che, nel periodo della fioritura del glicine, sembra appartenere a un mondo fatato. La sua bellezza lasciò senza fiato anche lo scrittore Stendhal, che ne parlò come una corte meravigliosa.

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I rampicanti decorano le colonne del cortile di Palazzo Borromeo d'Adda

Casa Ortelli, i cortili della dimora degli artisti

Al civico 3 di via Gioacchino Rossini, si trova Casa Ortelli. Risalente al 1887, fu costruita come dimora dell'artista Pietro Ortelli, che si occupò in prima persona della progettazione degli interni. Se la facciata è tanto sobria da passare quasi inosservata, superati i cancelli le cose cambiano completamente. Una volta dentro ci si trova in un grande cortile interno, che rispecchia la volontà di rendere l'edifico uno spazio destinato a laboratori e ambienti di lavoro artistico oltre che una semplice abitazione. Molti degli elementi architettonici della corte furono recuperati da altri edifici rinascimentali della città. Dodici colonne monolitiche in marmo di Candoglia, quattordici colonne a candelabro e altre colonnine cilindriche vengono collegate tra loro dagli archi del porticato, che sono a loro volta sormontati da caratteristiche finestre rotonde.

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Le finestre rotonde nel cortile di Casa Ortelli

Le sorprese, però, non sono finite. Infatti Casa Ortelli custodisce anche un secondo cortile. Più piccolo di quello principale era l'area progettata specificatamente per ospitare i laboratori e gli studi pittorici. Negli anni fu un importante punto di ritrovo per i principali artigiani e artisti di Milano. Di qui passarono anche nomi legati all'Accademia delle Belle Arti di Brera.

Casa Ucelli di Nemi, un antico convento arrivato fino a noi

Casa Ucelli di Nemi si trova in via Cappuccio ed è come un'oasi che tiene al di fuori tutti i rumori e la frenesia di Milano. Fino al 1810, l'edificio ospitò il Convento di Santa Maria Maddalena al Cerchio, che fu casa delle Umiliate. dopo la soppressione del monastero, bisognò aspettare fino al 1914 perché venisse acquistato da Carla e Guido Ucelli, fondatori del Museo della Scienza e della Tecnica. La famiglia, che ancora oggi lo abita, ha conservato in ottime condizioni le strutture dell'ex convento, compreso il grande chiostro quattrocentesco. A renderlo uno dei cortili interni più belli di Milano è proprio la sua architettura semplice, abbellita dal verde delle piante estremamente curate che lo popolano. Sul retro, inoltre, si trova una delle poche testimonianze degli antichi orti monastici che occupavano numerosi gran parte di quest'area. Lì, infatti, si estende un giardino che conserva alcune piante secolari.

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Il chiostro dell'ex convento di Santa Maria Maddalena al Cerchio

Palazzo Bolagnos Visconti, un teatro tra i porticati

Conosciuto tra i Milanesi come "Ca' Bolagna", il Palazzo Bolagnos Visconti si trova in via Cino del Duca. La sua storia comincia nel 1710, quando fu costruito per volere di Giuseppe Bolagnos di Oviedo. dopo vari passaggi di proprietà, nei primi anni del novecento fu venduto all'imprenditore tessile Uberto Visconti di Modrone. Proprio lui da inizio a una serie di progetti di ristrutturazione con l'obiettivo di dare alla dimora il fascino di un palazzo settecentesco al massimo del suo splendore.

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I cortili di Palazzo Bolagnos Visconti con la Fontana di venere in lontananza

I pavimenti a mosaico, i grandi lampadari e i soffitti affrescati che caratterizzano gli interni non sono tutto ciò che l'edificio ha da offrire. Infatti è dotato anche di due cortili interni. Il primo, posizionato subito dopo l'ingresso, circondato da un porticato delimitato da arcate sorrette da colonne binate, sormontate da una balconata in pieno stile rococò. Questo è collegato al secondo cortile, in cui si trova una piccola grotta artificiale nella quale è posizionata una fontana decorata da una statua della dea Venere. da questo secondo spazio si può accedere al teatrino privato del palazzo, celebre per essere stato la sede di alcuni dei memorabili eventi mondani tenuti dalla famiglia Visconti. Fu proprio lì che Luchino Visconti mosse i suoi primi passi nel mondo del teatro.

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