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Le 100 migliori gelaterie italiane secondo Dissapore: al primo posto Ciacco, tra Milano e Parma

Dissapore ha pubblicato la sua guida 2026 per le migliori gelaterie italiane: tra le 100 premiate, in cima alla classifica troviamo Ciacco, seguita da Magritte e Papalele. Gusto, creatività e coerenza sono solo alcuni dei criteri usati per valutare le oltre 500 gelaterie prese in considerazione in tutta Italia.
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L’estate e il gelato sono un binomio quasi automatico. Con l’arrivo delle temperature altissime, il cono o la coppetta diventano uno dei simboli più richiesti e l’Italia continua a essere il punto di riferimento mondiale per la tradizione del gelato artigianale, grazie a una cultura fatta di materie prime di qualità, lavorazioni studiate nel dettaglio e continua ricerca sui gusti. Anche quest’anno Dissapore, tra le principali testate italiane dedicate alla critica enogastronomica, ha pubblicato la classifica delle 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia. A conquistare il primo posto è Ciacco, presente a Milano e Parma, seguito da Magritte, con sedi a Piacenza e Fidenza, e da Papalele di Torino. Da nord a sud non mancano le eccellenze, tra sedi storiche e nuove insegne che si distinguono per sapore, creatività e attenzione agli ingredienti.

Le migliori gelaterie d’Italia secondo Dissapore: la top 10

A conquistare il primo posto nell’edizione 2026 è Ciacco, con sedi di Milano e Parma, che secondo Dissapore rappresenta uno degli esempi più completi del gelato artigianale contemporaneo grazie alla costante ricerca sulle materie prime, all’equilibrio dei gusti e a un progetto capace di coniugare innovazione e rigore tecnico: ne è un esempio il gusto Notte di fiori, con camomilla, limone e capperi canditi. Al secondo posto troviamo invece Magritte, tra Piacenza e Fidenza, apprezzata per una proposta che valorizza ingredienti originali ed esotici, come nel caso di Colazione Libanese, gusto creato con mascarpone, caffè e acqua di rose con zucchero di dattero e noci sabbiate. Chiude il podio Papalele di Torino, che presenta un’offerta moderna grazie alle sue creme vegetali, come Scoiattolo, con latte d’avena, nocciola e croccante al gianduia. Al quarto e quinto posto si trovano rispettivamente Michel di Peschici, che gioca su ricerca e sperimentazione, e Liparoti, presente tra Trapani ed Erice, famoso per i suoi sorbetti creati con la frutta fresca. Chiudono la top 10 Prossima Fermata a Milano, alla quale è riconosciuto un grande impegno nella selezione degli ingredienti freschi, Quattrini a Falconara Marittima e Sirolo, premiata per l’uso del vegetale autoctono, Cremeria Capolinea a Reggio Emilia, Pallini a Seregno e Verano Brianza e infine Al Polo di Parma.

Quali sono i criteri dietro la premiazione

Come spiega Dissapore, la classifica è il risultato di un lungo lavoro iniziato mesi e mesi prima della pubblicazione. La redazione ha preso in considerazione ben 500 gelaterie, che sono state provate e già in precedenza selezionate, per poi premiarne 100. Ma quali sono i criteri usati per la valutazione? Il primo criterio è il più importante e probabilmente anche il più ovvio: il gusto. Il gelato viene valutato per quello che si sente davvero all’assaggio. Tutti i gusti provati vengono analizzati con una scheda di valutazione, dalle creme ai sorbetti fino ai gusti più particolari della gelateria; le valutazioni vengono poi messe insieme e pesano per il 30% del punteggio finale. Un altro aspetto importante è la qualità degli ingredienti e la sostenibilità, che vale il 20%. In questo caso si guarda da dove arrivano le materie prime e come vengono scelte. C’è poi la creatività, che pesa per un altro 30%: qui si valuta quanto una gelateria riesca a essere originale: nuove combinazioni di gusti, ricette meno scontate, oppure proposte come gelati con meno zucchero o versioni vegane. Infine c’è l’offerta complessiva, ovvero il menù della gelateria: quindi se la proposta è coerente, anche se piccola, oppure più varia ma sempre ben studiata.

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