La Valle delle Bambole, l’inquietante villaggio del Giappone dove ci sono più spaventapasseri che bambini

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Si chiama Nagoro ed è un piccolo villaggio del Giappone chiamato la “Valle delle Bambole”, il motivo? Qui esistono più spaventappasseri che bambini.

In giro per il mondo esistono luoghi davvero unici e suggestivi, da quelli con panorami meravigliosi a quelli con costruzioni architettoniche d'avanguardia, fino ad arrivare a quelli in cui domina la natura. Chi va, però, alla ricerca di qualche location inquietante, magari in vista di Halloween, farebbe bene a organizzare un viaggio in Giappone, dove esiste un villaggio chiamato la "Valle delle Bambole": ecco perché qui si contano più spaventapasseri che bambini.

Gli spaventapasseri di Nagoro

Si chiama Nagoro ed è un piccolo villaggio sull'isola di Shikoku, in Giappone. All'apparenza sembra un comune e tranquillo angolo della campagna giapponese ma, osservando le strade con più attenzione, si scopre che le persone che le animano non sono in carne e ossa, sono solo degli spaventapasseri. Hanno gli occhi che fissano il vuoto e le braccia aperte e, complice il fatto che sono stati ritratti mentre svolgono comuni attività quotidiane, al primo sguardo traggono decisamente in inganno. La cosa ancora più inquietante è che, a causa della migrazione urbana e dell'invecchiamento della popolazione, nel villaggio ci sono più bambole che bambini (in tutto il paese conta solo 30 abitanti, contro circa 350 spaventapasseri).

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Nagoro

Come sono nate le bambole di Nagoro

La storia degli spaventapasseri di Nagoro è molto originale. A crearli per la prima volta è stato l'artista locale Tsukimi Ayano, che ha cominciato a realizzarli circa 30 anni fa per ripopolare simbolicamente il villaggio dopo il progressivo calo demografico. A seguire la sua idea, anche tutti gli altri residenti, che hanno contribuito a riempire il paese di bambole. Fatte tutte a mano con carta di giornale, cotone e veri vestiti, sono state posizionate nei campi, alle fermate degli autobus e tra i banchi di scuola e sono sempre state tutte così realistiche da essere state spesso scambiate per persone. Addirittura esiste un registro in cui a ogni figura è stato associato un nome, una storia e una personalità. Insomma, sebbene l'idea sia super originale, nella pratica risulta non poco inquietante: in quanti sognano di visitare un luogo simile?

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