In treno dalla Russia alla Cina, il viaggio di nozze di Emma e Giovanni: “Terza classe in Transiberiana, tratta più lunga di 34 ore”
Si chiamano Emma e Giovanni e sono una coppia di novelli sposi che hanno detto no ai classici viaggi di nozze nei resort esotici, fatti di relax in spiaggia, bungalow sul mare e cocktail con l'ombrellino. Hanno pensato bene di fare una scelta anti-convenzionale, sfruttando i 35 giorni di pausa lavorativa per organizzare un mega tour dalla Russia alla Cina, il dettaglio che ha fatto la differenza? Hanno deciso di viaggiare solo in treno, attraversando la Siberia in Transiberiana. Fanpage.it li ha intervistati: ecco il racconto della loro incredibile avventura tra attese, fusi orari e meravigliosi panorami.
Cosa vi ha spinto a fare un viaggio di nozze così anti-convezionale?
Non siamo tipi da resort e da spiaggia. Avevamo la possibilità di stare fuori 35 giorni col viaggio di nozze e abbiamo pensato di organizzare questo viaggio tutto in treno. L'idea della Transiberiana è partita da Giovanni, che desiderava fare questa esperienza da tempo, poi Emma ci ha voluto aggiungere anche altre tappe, rendendo il viaggio più completo.
Quali sono state le tappe del viaggio?
Siamo partiti dall'Italia e abbiamo raggiunto Istanbul, è stato l'unico viaggio in aereo, poi ci siamo spostati a Mosca e dà lì abbiamo preso la Transiberiana. Abbiamo attraversato la Siberia (in innumerevoli ore di viaggio) e siamo scesi Irkutsk per cambiare direzione, così da raggiungere la Mongolia, dove siamo rimasti 7 giorni. Da lì siamo saliti a bordo di un altro treno e siamo arrivati in Cina, abbiamo visitato la Muraglia cinese, Xi'an, Chengdu, Zhangjiajie e Shanghai, poi prima di tornare a casa ci siamo fermati ad Hanoi.
Il treno più famoso che avete preso è stato la Transiberiana. Com'è stato viaggiare a bordo di un mezzo tanto iconico?
Il viaggio completo in Transiberiana è da Mosca a Vladivostok, sono sei giorni di treno ininterrotti, noi però a un certo punto abbiamo deviato. Abbiamo deciso di viaggiare in terza classe: quella è stata la vera esperienza perché abbiamo dormito in un vagone con altre 52 persone con i sedili che diventano letto. Le tratte sono molto lunghe, è qualcosa a cui non siamo abituati: ti accorgi che il tempo assume un'altra dimensione, scorre più lento, lo vedi dai finestrini, dai posti che cambiano. Siamo sempre abituati a correre per il lavoro, mentre lì devi necessariamente fermarti. La tratta più lunga che abbiamo fatto è durata 33-34 ore: siamo partiti la sera, abbiamo fatto tutto il giorno dopo in treno e siamo arrivati la mattina del secondo giorno.
Stavate pianificando il viaggio da tempo?
No. Giovanni ha chiesto a Emma di sposarlo il 26 aprile, poi c'è stato il matrimonio il 2 agosto, quindi abbiamo pianificato il percorso in appena tre mesi. L'idea era quella di viaggiare solo in treno.
Come avete trascorso le numerose ore in treno?
Prima di partire ci siamo chiesti cosa avremmo fatto durante dei viaggi in treno così lunghi, poi in realtà ci siamo resi conto che lo scorrere del treno scandisce anche il tempo: fai colazione, leggi, ti guardi intorno, prendi un tè. I passeggeri sono prevalentemente locali che non parlano una parola di inglese, non era semplice interagire con loro. Solo in una tratta è salita una ragazza russa che viveva in Europa che ci ha fatto un po' da tramite tra noi e loro: ci hanno chiesto come mai degli europei, nonostante la guerra, avessero organizzato un viaggio in Russia.
Qual è stato il momento più emozionante del viaggio?
Ce ne sono stati tanti, a primo impatto direi camminare sulla Muraglia Cinese, però è una risposta abbastanza ovvia. In realtà, quando ne riparliamo, ciò che ci ha lasciato di più sono state le giornate trascorse in treno. Quando viaggi in aereo vieni catapultato dalla tua terra in un altro posto, mentre con il treno abbiamo visto le tradizioni, le culture e i tratti somatici delle persone che cambiavano gradualmente. Ad esempio, attraversando prima la Russia e poi la Siberia, si vedono i lineamenti delle persone diventare sempre più "orientali". La Siberia poi è meravigliosa, è un'enorme distesa. Il viaggio è stata anche l'occasione per farci un minimo di cultura sulla storia della Russia: abbiamo capito com'erano la Russia e la Siberia negli anni del Comunismo, quindi tutta l'epoca di Lenin e Stalin, fino ad arrivare a tutta la parte di Putin.
Il momento più difficile del viaggio?
In Russia abbiamo avuto qualche problema con Internet: è un territorio oscurato, i siti russi non funzionano e gli europei non possono usare i circuiti Mastercard e Visa per fare acquisti online. Per raggiungere l'hotel a Mosca, ad esempio, abbiamo usato Google Maps: abbiamo prima preso la metro come ci dicevano le indicazioni ma, una volta raggiunta la stazione, la stessa mappa ci portava da tutt'altra parte. Non ci spiegavamo cosa avessimo sbagliato, poi un ragazzo russo a cui abbiamo chiesto informazioni ci ha spiegato che Google Maps è schermato per "confondere" i droni, quindi ti localizza in un posto diverso da dove sei. Giovanni, poi, aveva smarrito il passaporto durante il viaggio in Transiberiana, all'altezza di Novosibirsk. La sera prima ci eravamo informati su dove era possibile fare una doccia, quindi siamo andati da questa signora gentilissima. Quando siamo tornati, mentre aspettavamo di partire, mi sono accorto di non avere il passaporto, non sapevo se me l'avessero rubato o se l'avessi perso ma mi sono agghiacciato. Emma è andata dalla polizia, che però è stata abbastanza menefreghista sulla questione, poi per fortuna è arrivata la signora delle docce che lo aveva trovato, Giovanni lo aveva lasciato sul bancone.
Consigliereste ad altri sposi di fare un viaggio di nozze del genere?
Subito, vorremmo rifarlo anche noi!
Se anche tu hai fatto un viaggio particolare, hai visitato luoghi lontani con mezzi di trasporto inconsueti, hai visto luoghi indimenticabili o vissuto in un posto remoto del mondo, raccontaci la tua esperienza, condividila con noi cliccando qui.