video suggerito
video suggerito

In Norvegia senza smartphone, il viaggio offline di Fiammetta verso l’aurora boreale: “Mi sono connessa con le persone”

Fiammetta è partita alla volta della Norvegia da sola e senza smartphone: “È stato difficile ma si può fare”. Ha raccontato questo viaggio offline a Fanpage.it.
A cura di Giusy Dente
0 CONDIVISIONI
Immagine

Google Maps per orientarci, le recensioni online per scegliere dove mangiare, le dating app per trovare compagnia e poi le app per fare i biglietti dei mezzi pubblici, quelle per prenotare la visita al museo e così via: lo smartphone è oggi come oggi uno strumento indispensabile quando si viaggia. Nel palmo della mano si possiede tutto il necessario per divertirsi, per spostarsi, per incontrare persone, per scovare cose da fare. Ma prima della sua invenzione come si faceva? Anche se sembra impossibile per qualcuno, per i nativi digitali, c'è stato un tempo in cui si viaggiava senza strumenti tecnologici! E si riusciva ugualmente a fare tutto, a godere di esperienze di viaggio impagabili, esattamente come oggi: ma semplicemente in modo diverso, avendo meno strumenti a disposizione e sfruttando altre possibilità, quelle che oggi abbiamo un po' messo da parte in quanto "schiavi" della tecnologia. La riflessione di Fiammetta Gatto è partita proprio da qui. La travel creator da 400 mila follower su Instagram da alcuni anni ha fatto della passione per i viaggi il suo lavoro e si è lanciata in un'impresa nuova. È partita alla volta della Norvegia da sola e senza smartphone con l'obiettivo di fare un viaggio offline. Un detox digitale in piena regola, per fare un viaggio "vecchio stile" senza intromissioni di social, app, siti Internet. Se l'è cavata "alla vecchia maniera" per così dire: sfruttando il passaparola, orientandosi con punti di riferimento, chiedendo consigli e informazioni alle persone del posto. Ha così scoperto un modo di viaggiare autentico e che permette di fare rete, di creare connessioni e di entrare molto più in sintonia col posto. Lo ha raccontato a Fanpage.it, facendo un bilancio di questa esperienza.

Offline in Norvegia: come ti è venuta questa idea?

Questo progetto è nato perché avevo proprio voglia di riscoprire com'era viaggiare prima prima degli smartphone, prima dei social, insomma prima della tecnologia che abbiamo adesso. Io non avevo mai viaggiato prima senza smartphone. So che in passato era così, era normale, chi lo ha fatto se lo ricorda, infatti me lo stanno dicendo: ma per me è stata proprio un'esperienza nuova. Tutto è nato proprio da questa voglia di scoprire un modo diverso di viaggiare perché, appunto, ho pensato a quanto ci affidiamo alla tecnologia oggi per qualsiasi cosa. Basti pensare all'orientamento: abbiamo le mappe digitali, quindi magari non chiediamo più informazioni ai locali che incontriamo. Oppure pensiamo alla scelta del ristorante: guardiamo le recensioni online invece di chiedere a qualcuno del posto. Io ho fatto tutte queste cose mai fatte prima. 

Sei partita da sola?

Ho scelto di fare questo viaggio completamente da sola proprio per sentirmi ancora di più presente in quel momento.

Quindi eri sola e senza smartphone! Cosa hai portato con te? Perché alcuni video per i social li hai comunque realizzati…

Ho portato una videocamera per fare foto e video. Con quella ho registrato i video poi pubblicati al ritorno. Infatti il racconto della vacanza lo sto mostrando sui social solo ora che sono tornata. Lo smartphone non l'ho portato davvero: sapevo che se lo avessi avuto alla fine lo avrei usato! Quindi avevo con me solo solo un telefono, uno di quelli vecchi, coi tasti, per le emergenze e per stare in contatto con la mia famiglia.

Immagine

Che ti hanno detto gli amici e la famiglia quando hanno saputo del progetto? 

Mia mamma sconvolta, poverina! Non se lo aspettava: io poi ho sempre viaggiato in gruppo o comunque col mio ragazzo. Adesso mi dice che ho fatto bene, che è stato un bell'esperimento: ma me lo dice solo ora! A lei qualche chiamata l'ho fatta, ma mi sono limitata: non perché non volessi sentire i miei, ma perché volevo proprio immergermi al 100% nell'esperienza.

Qual è stata la parte più difficile?

L'orientamento. La neve è bellissima da un lato, ma dall'altro disorienta un po', soprattutto se c'è già la difficoltà di muoversi senza le mappe. Poi è sempre buio. Io però ero a Tromsø, che è comunque una città molto piccolina e non è poi così facile perdersi, ecco. Quando sono atterrata è stato difficile. Ero in un posto del tutto nuovo, dovevo capire come raggiungere l'appartamento che avevo prenotato. Fortunatamente l'aeroporto era piccolo: ho chiesto alle persone. Poi ho visto un autobus diretto verso il centro e sono salita: per fortuna il biglietto si poteva comprare lì sul posto. Ho chiesto indicazioni un sacco di volte, sia per dove scendere che per trovare l'appartamento. Poi dal giorno dopo, quando ho visto tutto con la luce, mi sono orientata meglio. La prima sera, a primo impatto, mi sono detta: Mamma mia ma cosa sto facendo? Poi però dal giorno dopo è andata molto meglio. È stato anche difficile regolarsi con i prezzi delle cose: lì hanno le corone norvegesi e ho cercato di imparare prima di partire a fare la conversione in euro, perché ovviamente non lo potevo fare col telefono. La prima colazione che ho fatto è stata una torta e un cappuccino: ho pagato 15 euro!

Immagine

Bilancio dell'esperienza?

Ho avuto molto più contatto con le persone rispetto al solito, questo assolutamente: ho notato questa gran differenza. Mi sono trovata molto bene sotto questo punto di vista. Per fortuna lì parlano tutti benissimo inglese, sono stati tutti molto gentili e disponibili ad aiutarmi quando ho avuto bisogno. E poi mi sono sicuramente goduta di più il viaggio, perché ero più presente nel mondo reale. Notavo qualsiasi dettaglio. È stata molto positiva come esperienza, mi è piaciuto molto perché mi sono connessa di più con il posto che stavo visitando rispetto agli altri viaggi. Poi ecco, sicuramente è un'esperienza impegnativa, quindi non è che la consiglierei a chiunque. Ma si può cominciare piano piano, dalle piccole cose, magari semplicemente chiedendo a qualcuno del posto se provare un ristorante o meno. Anche la scelta della meta è importante. Io penso di averne scelta una perfetta per questo scopo: la Norvegia è sì isolata, ma è un posto molto sicuro. L'ho scelta apposta: va bene per una ragazza che viaggia da sola e senza smartphone. Io mi sentivo tranquilla anche di notte, anche quando tornavo a casa da sola molto tardi, per esempio quando sono andata a vedere l'aurora boreale. Insomma, se qualcuno lo volesse fare, i Paesi nordici potrebbero essere la scelta migliore. Certo, il freddo lì è veramente impegnativo, ma per fortuna ero attrezzata.

Immagine

Lo rifaresti quindi? 

Lo rifarei, mi piacerebbe replicare l'esperienza, potrebbe essere interessante in un altro posto. Bisogna trovare la meta giusta. Il prossimo viaggio in programma per ora è un viaggio di gruppo in Egitto. Ormai è da circa 3 anni che viaggiare è il mio lavoro full time, ma ho iniziato a condividere sui social cinque anni fa, era aprile 2021. Prima che diventasse un lavoro era solo una passione. Ogni viaggio mi lascia qualcosa di nuovo, quindi questo viaggio senza telefono sicuramente resterà tra i più memorabili. Il mio posto del cuore è il Giappone, ci sono già stata cinque o sei volte: ecco, quella potrebbe essere una buona meta per un altro viaggio offline, essendo un Paese sicuro. Quindi chissà, magari il prossimo lo organizzerò lì.

Tutto questo tempo trascorso con te stessa, trascorso così a contatto con il posto, vivendo offline: cosa ti ha lasciato?

Mi ha fatto capire quanto sia importante godersi il momento presente. Mi sono lasciata trasportare: era una sensazione nuova, che prima avevo provato poco. Io poi con lo smartphone ci lavoro, quindi all'inizio mi sembrava impossibile staccarmi. È stato effettivamente difficile, temevo anche di annoiarmi. Invece devo dire che già due giorni dopo già non mi veniva neanche in mente di prendere lo smartphone. Quindi sì: si può fare!

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views