Il villaggio dei Puffi si trova in Andalusia, la storia di Júzcar il borgo dipinto di blu
Solo il mito dei Puffi poteva far sostituire il tradizionale colore bianco dagli edifici di un piccolo paese dell’Andalusía. Situato a pochi chilometri da Málaga, Júzcar è un antico centro abitato di cui si hanno conoscenze storiche solo a partire dal periodo dell’occupazione dei mori, durato dal 471 d.C fino alla Reconquista nel 1492. Nell’ ‘800 a Júzcar fu costruita la prima fabbrica di latta della Spagna, trasformando il piccolo borgo in un gioiello del commercio del Paese. Due secoli dopo, però, i vecchi fasti erano solo un lontano ricordo. Júzcar si trovava ad affrontare un forte calo demografico, dovuto principalmente alle scarse possibilità lavorative. Poi, nel 2011, la rinascita: la casa di produzione Sony aveva deciso di fare di Júzcar il cuore pulsante della campagna per il lancio del film I Puffi. Case, negozi, perfino la chiesa e il cimitero, tutto il paese fu dipinto con l’iconico colore blu delle simpatiche creature di Peyo. Un’operazione che fu portata avanti dagli stessi cittadini e che diede lavoro temporaneamente a più di 50 persone.
Quando arrivò il momento di riportare gli edifici al loro colore originale, come promesso da Sony, i cittadini decisero di lasciare tutto così com’era. Che dire, ci avevano visto lungo. Nei sei mesi successivi, circa 80.000 visitatori arrivarono da ogni parte per vedere “il primo villaggio dei Puffi al mondo”, come diceva il cartello che dava il benvenuto nel paese. Júzcar ricevette una spinta economica mai vista. Soprattutto per i più piccoli era un paradiso, con attività apposta per loro e parchi giochi. Le famiglie potevano godersi percorsi guidati e partecipare a feste a tema Puffi oppure cimentarsi in corse e concorsi di pittura. Il successo fu talmente grande che Júzcar venne scelta come luogo dell’anteprima mondiale de I Puffi 2.
I primi problemi per il villaggio blu
Tuttavia, nel 2017, le questioni di Copyright arrivarono a bussare alla porta. Gli eredi di Peyo, non avevano mai ricevuto quote dei profitti che Júzcar faceva grazie al marchio dei Puffi. Come risultato il paese dovette versare il 12 % dei ricavi alla Peyo Company e ogni riferimento diretto al cartone animato fu rimosso, a partire dal nome “Villaggio dei Puffi”, che fu sostituito da un più neutro “Villaggio Blu”. Da allora il turismo di Júzcar è calato drasticamente e il paese è tornato in una situazione quasi identica a prima che la magia dei Puffi gli facesse spiccare il volo.
Non si pensi, però, che solo per questo oggi non valga la pena visitarlo. A offrire un ricordo delle casette dei Puffi c’è il museo micologico, una mostra che contiene tutto quello che c’è da sapere sui funghi. Chi ama le attività più estreme può provare il canyoning sulla Sima del Diablo, una gola nata dall’erosione di due montagne. Infine, coloro che preferiscono immergersi nelle usanze del luogo hanno la possibilità di passare una Pasqua indimenticabile con “El Huerto del Niño”, un’occasione in cui gli abitanti di Júzcar si riuniscono e insieme costruiscono una capanna con rami di pino, un simbolo del ricongiungimento della Vergine Maria con Gesù.