Il primo yacht longevity, l’architetto Luca Dini: “Una cupola di vetro da 400mq al posto dei soffitti”

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Il concept dello yacht Clear Waves
L’architetto Luca Dini spiega a Fanpage.it come nasce il primo yacht logenvity con una cupola che immagazzina energia solare.

Se avete mai passeggiato per un porto dove erano attraccate imbarcazioni di lusso, avrete notato piscine, scale, divanetti e piani bar, ma difficilmente avrete visto una cupola di vetro da 400 metri quadri dotata di pannelli solari trasparenti. Clear Waves è uno yacht da 70 metri nato dalla collaborazione tra il cantiere Benetti, lo studio Luca Dini Design&Architecture e The Longevity Suite, azienda pioniera nell'ambito della medicina preventiva, rigenerativa ed estetica. Grazie ad aree riorganizzate rispetto ai canoni classici e fuse con le tecnologie di biohacking di The Longevity Suite, il progetto vuole fare convergere il mondo del lusso e quello del benessere. L'architetto Luca Dini ha raccontato a Fanpage.it come ha provato a superare un modo di progettare gli yacht che, in tutti i sensi, iniziava a stargli stretto.

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Luca Dini, eccellenza nel design di imbarcazioni di lusso nel mondo

Qual è l'elemento più rivoluzionario di Clear Waves?

Dagli anni '80 in poi, la poppa degli yacht è passata da essere un luogo chiuso ad aprirsi sempre di più, diventando gradualmente il centro della vita sulla barca. È quella che si chiama "spiaggetta" e che oggi vediamo attrezzata con piscine e comfort di ogni tipo. La prua, invece, è occupata principalmente dalla cabina dell'armatore. Quando lo yacht è attraccato, la poppa rimane esposta e i clienti spesso lamentano di non avere privacy. Quindi, quello che ho fatto è stato spostare tutto sul davanti, la parte meno visibile quando sei fermo. In più, è dalla prua che hai la vista migliore sul mondo attorno a te, era uno spreco occuparla con degli spazi che raramente si vivono durante il giorno. Sicuramente il padrone della barca è il principe, ma ho provato a dedicare lo spazio di prua anche agli altri, creando un'area comune sviluppata su due livelli, abbandonando la classica struttura a panino che produce soffitti bassi e soffocanti.

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Il modello digitale dello yacht Clear Waves visto dal lato

La cupola di vetro si inserisce in questa filosofia?

La glass dome vuole proprio eliminare l'utilizzo di strati orizzontali. Quello che ho sempre sofferto, ad esempio nelle barche a vela, è quando vai sotto coperta e ti senti soffocare. Tutti diciamo di andare in barca per stare a contatto con la natura e poi ci troviamo chiusi in delle scatole. La cupola non è fatta solo per massimizzare la vista del mondo esterno di giorno, ma anche di notte. In barca possiamo vedere dei cieli stellati che oggi nelle città non esistono più.

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Come saranno le aree sotto alla glass dome

La posizione fa la differenza anche dal punto di vista tecnico?

A prua si è molto più esposti all'aerazione naturale. Le vetrate più in basso si possono aprire e l'aria fresca entra immediatamente, senza bisogno di usare il condizionatore in continuazione. Sulla cupola sono anche presenti dei pannelli solari trasparenti, che non sono di certo sufficienti per alimentare la barca intera, ma almeno danno energia al sistema di areazione e ad alcuni frigoriferi. Fino a poco tempo fa la tecnologia non mi avrebbe mai permesso di progettare una cosa simile.

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Immagine ravvicinata del progetto della cupola e delle aree al suo interno

Il concetto di longevity è centrale nel progetto dello yacht, ma cosa significa di preciso?

Innanzi tutto, longevity non vuol dire semplicemente vivere a lungo, ma farlo stando bene. Non ha senso arrivare a 95 anni se sei piegato dai dolori. Quindi è qualcosa di molto più avanzato rispetto a prendere quattro macchinari e farsi una piccola spa personale in casa. È qualcosa che abbraccia molti altri aspetti, come la gestione della luce naturale o e la regolazione della qualità dell'aria.

E perché applicarla a uno yacht? 

Vedevo i miei amici e clienti andare spesso nelle Longevity Suite, chi a fare la crioterapia, chi il trattamento del sangue o cose simili. L'idea è venuta proprio parlando con loro, persone che hanno tutto ma che sono molto attente al concetto del vivere bene. Mi sono chiesto perché chi ha la disponibilità economica per permettersi questi trattamenti si rechi ancora in luoghi specializzati e non trasporti questa filosofia direttamente nell'ambiente in cui vive. Uno dei miei clienti, invece, mi ha racontato che a casa dispone di tutti i macchinari possibili, ma che poi passa anche quattro mesi a vivere e lavorare sul suo yacht. Quindi si è pensato di trasportare tutto direttamente nell'ambiente della barca.

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Il concept di una stanza a infrarossi a bordo dello yacht

E come si fa tutto questo nel concreto?

Anche qui mi sono posto un problema di spazi. Quelle che spesso vengono chiamate spa sugli yacht non sono che uno angolo che avanza nella parte più buia, che si chiama "overdeck". Per riempirla, di solito ci si mettono due o tre macchinari e si pensa di avere creato la propria zona longevity. Volendo creare un progetto che si avvicinasse davvero a quella filosofia, che pone tanta attenzione sull'ambiente in cui siamo e ciò che respiriamo, mi disturbava creare un'area simile e metterla li sotto vicino ai motori. È stato sicuramente importante avere tante risorse per lo studio e la ricerca, che è qualcosa che nei cantieri non succede quasi più, si pensa a fare colpo per giovare alle vendite. Io non volevo che fosse solo un bel disegnino da sogno, tutto quello che abbiamo progettato ha dietro una grande ricerca sui materiali e sulle tecnologie odierne, per avere la certezza che sia realizzabile.

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