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Giornate FAI di Primavera 2026, i 10 luoghi aperti più belli da visitare il 21 e 22 marzo e come partecipare

Giornate FAI di Primavera 2026: sabato 21 e domenica 22 marzo sarà possibile visitare su prenotazione e con contributo libero, 780 luoghi d’Italia solitamente chiusi al pubblico.
A cura di Giusy Dente
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Palazzo Turati
Palazzo Turati

Le giornate FAI di Primavera sono un'occasione unica e preziosa per scoprire i tesori più belli del nostro Paesi, luoghi spesso chiusi al pubblico, che aprono eccezionalmente le loro porte per mostrarsi in tutta la loro bellezza. Al centro dell'evento c'è il patrimonio culturale e paesaggistico italiano, con possibilità di entrare in 780 luoghi distribuiti su tutto il territorio nazionale pagando un contributo libero oppure a titolo gratuito. Un'occasione in più viene data agli iscritti al FAI (o per chi si iscrive durante le Giornate): 65 aperture riservate e 20 visite esclusive. Per tutti, invece, resta da effettuare la prenotazione, perché in alcuni casi si tratta di accessi limitati. Le fatidiche giornate del 2026 sono il 21 e 22 marzo, da segnare in calendario. Questa 34esima edizione comprende, tra i 780 luoghi visitabili da nord a sud: chiese, palazzi e ville, castelli, aree verdi, teatri, case private, borghi (Barga, Riccia, Villa Santa Maria). Sono 400 le città italiane coinvolte e alcuni ingressi sono solo su prenotazione.

Palazzo della Cancelleria, Roma (Lazio)

Tra le novità della programmazione c'è l'apertura esclusiva del Palazzo della Cancelleria, per la prima volta nelle Giornate FAI. Costruito tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento su richiesta di Raffaele Riario, pronipote di Sisto IV, nel corso dei secoli è stata residenza nobiliare e ha ospitato al suo interno uffici, tribunali, appartamenti. All'interno ci sono due maestose sale affrescate, che si potranno ammirare dil 21 e 22 marzo. Una è il Salone dei Cento Giorni, con il camino legato al Sacco di Roma del 1527 e la decorazione di Giorgio Vasari dedicata a papa Paolo III Farnese. La seconda è la Sala Riaria, con gli affreschi che omaggiano papa Clemente XI Albani. Inoltre in occasione delle Giornate FAI si potrà eccezionalmente visitare anche la Cappella del Pallio, opera cinquecentesca di Francesco Salviati.

Palazzo della Cancelleria
Palazzo della Cancelleria

Il giardino incantato dei Lorenzetti, Massa (Toscana)

Il Giardino si trova in località Colle, nella parte settentrionale di Massa. Fu costruito nel 1965: i coniugi Franco e Anna Maria Lorenzetti volevano uno spazio verde dove poter stare a contatto con la natura. Inizialmente lo pensarono come un giardino dove coltivare piante da frutto e dove inserire le tanto amate camelie della signora Lorenzetti. Nel tempo, le varietà di questa pianta sono aumentate: oggi se ne contano oltre 500 esemplari appartenenti a 70 specie diverse, tra cui Japonica, Sasanqua, Sinesis, Higo, Reticulata, Rusticana. Ma il giardino ospita tanti altri esemplari: azalee, ortensie, magnolie, faggi, betulle, querce e ginkgo biloba.

Il giardino incantato dei Lorenzetti
Il giardino incantato dei Lorenzetti

La Lanterna, Genova (Liguria)

La Lanterna sorge su uno scoglio nel porto di Genova: è una delle costruzioni in pietra più antiche della città. Il primo documento che parla della Lanterna risale al 1128. La sua inclusione nelle Giornate, è funzionale a farne scoprire la storia, che parallelamente è anche la storia stessa di Genova, dei suoi cambiamenti, del suo sviluppo. Il racconto prenderà il via su un'ampia terrazza, passando per i cunicoli delle fortificazioni che oggi ospitano il museo dedicato, fino alla splendida vista da cui si gode dal primo anello della torre.

La Lanterna
La Lanterna

Chiesa di San Bernardino, Caravaggio BG (Lombardia)

Entrare in questa Chiesa è molto raro, viene solitamente aperta solo per saltuarie funzioni religiose. Fu fondata nel 1472 da Frate Bernardino dell'Ordine dei Minori, una figura importante per il territorio, poi passò di proprietà all'Ospedale Civile finendo infine nelle mani del Comune. Il complesso è stato restaurato nel 2020. Sul tramezzo si sviluppa il monumentale Ciclo della Passione, realizzato nel 1531 da Fermo Stella: l'affresco misura quasi ottanta metri quadrati. L'edificio comprende anche cinque cappelle riccamente decorate da artisti vari.

Chiesa di San Bernardino
Chiesa di San Bernardino

Fondazione Bisazza, Montecchio Maggiore VI (Veneto)

Fondazione Bisazza è un'organizzazione privata non profit, nata per volere di Piero e Rossella Bisazza, ospitata in questo edificio nascosto da un'alta siepe di bambù. La fondazione ospita una collezione permanente e varie mostre temporanee: l'intero spazio espositivo è dedicato al dialogo tra design contemporaneo e uso artistico del mosaico, assoluto protagonista. La ristrutturazione degli spazi antichi, infatti, è stata fatta proprio per realizzare gallerie luminose e minimaliste, perfette per accogliere queste opere colorate e mostrarle al pubblico nel loro massimo splendore. Nel 2015 è stata inaugurata anche una sala espositiva dedicata alla fotografia d'architettura. La visita darà modo di passeggiare tra le sale della collezione permanente con la produzione di architetti e designer contemporanei come Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Patricia Urquiola, Ettore Sottsass, John
Pawson, Richard Meier, Marcel Wanders e molti altri.

Fondazione Bisazza
Fondazione Bisazza

Il giardino segreto di Villa Sgariglia, Grottammare AP (Marche)

Questi splendidi giardini fanno parte di un complesso edificato con funzione difensiva e poi trasformato in convento fortificato a partire dal XI secolo, per poi diventare la residenza di campagna della famiglia Sgariglia. In quel momento la villa assunse il carattere di dimora nobiliare dallo stile architettonico sobrio ed elegante, tipico delle residenze nobiliari marchigiane. L'esterno della villa è ancora di proprietà della famiglia Sgariglia, aree verdi progettate come luoghi di contemplazione e svago.

Villa Sgariglia
Villa Sgariglia

Auditorium RAI Arturo Toscanini, Torino (Piemonte)

Ex Regio Ippodromo Vittorio Emanuele II di proprietà della Corona, è un punto di riferimento per la cultura e l'intrattenimento sin dall'Ottocento, soprattutto sul fronte concertistico. Nel 1872, infatti, Torino è stata la prima città italiana a organizzare regolari stagioni sinfoniche con un'orchestra stabile. Nel 1901 il conte ingegnere Antonio Vandone di Cortemilia lo riprese completamente dal punto di vista architettonico. Pon seguito all'incendio dell'ex teatro Scribe, si rese necessario trovare una nuova sede per l'Orchestra Sinfonica della Rai. Fu allora che il Direttore Generale deliberò l'acquisto della struttura, riorganizzata in modo efficiente con varie misure: ampliamento di ingresso, biglietteria e servizi, allargamento del boccascena, il posizionamento di un organo da concerto a quattro tastiere sul fondo al centro. Il 4 ottobre 2007 l'Auditorium è stato intitolato ad Arturo Toscanini, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa. Nel 2019 è stato ancora una volta restaurato, stavolta nel foyer e nell'area della platea. Solitamente accessibile solo durante i concerti, in occasione delle Giornate FAI si potranno visitare: la Sala Mollinana, il corridoio con l'esposizione delle bacchette dei più celebri direttori d'orchestra, i camerini di scena e il palcoscenico.

Auditorium RAI Arturo Toscanini
Auditorium RAI Arturo Toscanini

Orgosolo (Sardegna)

Orgosolo ha una particolarità. Verso la fine degli anni ‘60 un maestro d'arte, Francesco del Casino, assieme ai suoi studenti della scuola media locale, iniziò a dipingere sui muri del paese. Le loro opere erano di denuncia sociale, esprimevano critiche politiche, erano uno strumento di lotta civica, col chiaro intento di diffondere messaggi e al tempo stesso coltivare una memoria collettiva ben visibile. Ol paese ben presto si trasformò in poco tempo in un vero e proprio museo di impegno a cielo aperto. Oltre a toccare i murales più
significativi di Corso Repubblica, il percorso proposto nelle Giornate FAI permetterà di scoprire la tradizione locale dell'allevamento del baco da seta e della lavorazione della fibra, abilità direttamente illustrata dalla signora Corda, una delle poche artigiane che ancora custodiscono i segreti di questo mestiere antico che purtroppo va via via scomparendo.

Orgosolo
Orgosolo

Palazzo Turati, Milano (Lombardia)

Palazzo Turati è da pochi mesi la nuova sede Moda dell'Istituto Marangoni, in via Meravigli, nel cuore della città. L'edificio risale al 1800 e possiede tre raffinate sale affrescate e decorate da alcuni tra i più importanti artisti milanesi dell'epoca tra cui Lodovico Pogliaghi: a lui si deve la realizzazione del portale centrale del Duomo di Milano. Partendo dal Cortile d'Onore, la visita si svilupperà poi attraverso la mostra "Future Archives", capsule collection di 9 abiti che ripercorrono 9 decenni di moda italiana riletti in chiave contemporanea, passando per lo scalone monumentale e fino alle tre sale principali: la Sala della Musica, la Sala del Prometeo e il raffinato Salottino Azzurro.

Palazzo Turati
Palazzo Turati

Monastero benedettino San Placid0 Calonerò, Messina (Sicilia)

Questo grande complesso abbaziale sorge sui resti di una fortificazione feudale: fu costruito tra il 1376 e il 1386. L’abbazia ha una planimetria rettangolare che si sviluppa attorno a due chiostri, con vari elementi decorativi: portali, cappelle, due chiostri porticati, un padiglione a pianta ottagonale. Ex Regia Scuola Pratica di Agricoltura, oggi al suo interno ospita l'Istituto Agrario Cuppari e l’Enoteca provinciale di Messina, con il museo del vino e la cantina.Il recente restauro ha permesso di consolidare le colonne dei chiostri rinascimentali. Infatti durante le Giornate FAI di Primavera sarà possibile accedere proprio ai due chiostri e all’ingresso del refettorio, dove trova posto il busto commemorativo dell’imperatore Carlo V, più la visita alla Cuba di origine bizantina, anche questa restaurata da poco. Il Muro d’Ascolto è invece un raro manufatto militare risalente alla Seconda Guerra Mondiale che serviva a individuare aerei nemici.

Monastero benedettino San Placido Calonerò
Monastero benedettino San Placido Calonerò
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