Dove si trova l’Hollywood del Marocco, il suggestivo borgo in cui hanno girato numerosi film e serie tv

Nel cuore del Marocco meridionale, tra le distese dorate del deserto del Sahara, si erge un borgo fortificato che sembra sospeso nel tempo e nello spazio: il Ksar di Aït Ben Haddou, un’antica città fortificata di terra dove storia, paesaggio e fantasia cinematografica si fondono in un’unica visione. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987 come esempio eccezionale di architettura presahariana, Aït Ben Haddou testimonia l’uso delle tecniche costruttive tradizionali del Sud del Marocco. Questo luogo, insieme alla vicina città di Ouarzazate, richiama viaggiatori, cineasti e appassionati da tutto il mondo, tanto da essere soprannominato l’Hollywood del Marocco.
La storia del Ksar di Aït Ben Haddou
Il Ksar di Aït BenHaddou nasce come punto importantissimo lungo la storica rotta carovaniera che collegava il deserto del Sahara con Marrakech e il cuore del Marocco, un crocevia di culture, merci e popoli che attraversavano l’Africa settentrionale. La sua origine documentata risale all’XI secolo e furono probabilmente gli Almoravidi a fortificare questa cima di collina, anche se gli edifici visibili oggi sono per la maggior parte successivi, costruiti tra il XVII secolo e oltre ma secondo tecniche antiche di terra battuta e mattoni di fango.

Questa particolare architettura, fatta di mura merlate, torri angolari e case addossate, crea un insieme compatto che riflette perfettamente il modo di vivere tradizionale presahariano, con spazi comuni, magazzini e luoghi di culto tutti raccolti all’interno delle stesse fortificazioni. La configurazione, la scelta dei materiali e la capacità di adattarsi a un clima estremo spiegano perché l’UNESCO lo abbia riconosciuto come patrimonio mondiale: è un esempio perfettamente conservato di comunità premoderna che ha mantenuto la sua autenticità nonostante i secoli che passavano.

L’Hollywood del Marocco: un set cinematografico naturale
La posizione scenografica di Aït BenHaddou, con le sue tonalità ocra che si fondono col paesaggio desertico e le mura che sembrano scolpite nella polvere, lo ha reso un luogo irresistibile per registi e case di produzione cinematografica di tutto il mondo. Non è un caso se questo ksar è spesso definito l’Hollywood del Marocco: la sua capacità di evocare civiltà antiche e mondi lontani lo ha portato a essere sfondo per decine di film e serie televisive di grande richiamo internazionale. Già negli anni Sessanta produzioni epiche come Lawrence d’Arabia lo sceglievano per scene nel deserto, e la lista dei titoli girati qui include capolavori come La mummia e Il gladiatore, ma anche pellicole bibliche come Gesù di Nazareth di Zeffirelli e storiche come Alexander.

Oltre al grande schermo, la sua fama è cresciuta ulteriormente grazie alle serie tv: gli appassionati di fantasy ricordano Aït BenHaddou come Yunkai nella celebre Game of Thrones, mentre altri spettacoli internazionali e produzioni televisive lo hanno impiegato per scenari da antichi regni o città mitiche. La combinazione di autenticità architettonica e ambientazione naturale gli consente di essere qualsiasi cosa serva alla narrazione, da una città romana decaduta a un avamposto orientale evocativo, senza bisogno di ricreazioni artificiali. In questo intreccio di storia, paesaggio e cinema, Aït Ben Haddou è molto più di un set: è un luogo vivo e custode di culture millenarie, che continua ad affascinare.