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Crisi voli estivi, Massimiliano Dona di Unione Consumatori: “Rimborsi dovuti, dalle compagnie richieste illegittime”

Tra emergenza carburante e caro prezzi, Fanpage.it ha chiesto a Massimiliano Dona (Presidente di Unione Nazionale Consumatori) come far valere i propri diritti.
Intervista a Massimiliano Dona
Avvocato e Presidente Unione Nazionale Consumatori
A cura di Giusy Dente
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La guerra in Iran è un conflitto che sta avendo notevoli ripercussioni economiche a cominciare dai costi del carburante che a loro volta si stanno riversando inevitabilmente sul settore trasporti, da chi fa benzina tutti i giorni per recarsi a lavoro a chi deve prendere un aereo. È aprile, le vacanze estive sono alle porte: c'è chi ha già prenotato ed è preoccupato per le sorti del proprio viaggio e chi ancora non ha prenotato e non sa cosa fare. Infatti ad oggi le compagnie aeree hanno palesato la difficoltà di coprire tutte le tratte: gli aerei sono a rischio, proprio per la difficoltà nell'approvvigionamento di carburante.  E l'aumento dei costi del carburante si ripercuoterà naturalmente sui prezzi dei biglietti o con possibili cancellazioni. A questo si aggiunge anche l'aspetto dovuto alla sicurezza: alcune mete sono sconsigliate, sia come destinazione finale di un viaggio che per la sosta dovuta a uno scalo. Fanpage.it ha quindi interpellato Massimiliano Dona, il Presidente di Unione Nazionale Consumatori per capire come tutelarsi in questo periodo, come muoversi, che strategia adottare per non rischiare di veder sfumare la vacanza e perdere i propri soldi.

Cosa succederà a chi ha prenotato un volo che interessa le aree del conflitto?

In caso di biglietto per una meta interessata dal conflitto venduto prima dello scoppio della crisi, se la compagnia aerea cancella è tenuta a rimborsare solo il prezzo del biglietto, ma non è tenuta ad altri indennizzi.

Il problema non è solo di sicurezza: in questi giorni è allarme per la carenza di carburante. Che tutele ci sono in questo caso?

In questo caso la compagnia aerea se cancella il volo è ugualmente tenuta a rimborsare quanto pagato dal consumatore, ma qui potrebbe aggiungersi anche l'indennizzo previsto dai regolamenti europei a seconda della tratta, della distanza da percorrere. Si aggiunge l'indennizzo se si valuta che la compagnia aerea non ha fatto tutto il possibile per procacciarsi le eventuali scorte di carburante. Il concetto è la responsabilità della compagnia: se a crisi energetica scoppiata ormai da diversi mesi la compagnia non mi fa volare, magari avrebbe potuto attrezzarsi in tempo. Se era una cosa prevedibile, non può sottrarsi alla responsabilità dell'indennizzo. Parlo solo dell'indennizzo, il rimborso del prezzo del biglietto è sempre dovuto. La decisione, se è dovuto anche questo indennizzo o meno, va di pari passo con l'eventuale responsabilità della compagnia aerea: se ha messo in atto tutte le attenzioni del caso rispetto alla alla crisi energetica e quindi all'eventuale penuria.

E c'è differenza tra chi ha prenotato un volo 5 mesi fa e chi invece lo prenota adesso quindi a crisi già scoppiata?

A crisi già scoppiata se la compagnia mi ha venduto un volo, a maggior ragione non può poi sottrarsi dal farmi volare, questo è il concetto, perché 10 mesi fa nessuno poteva prevedere questi sviluppi.

Quindi in quel caso il rimborso e l'indennizzo sono dovuti?

Direi ragionevolmente di sì, poi chiaramente non è una scienza esatta, però sicuramente un volo venduto nelle ultime settimane non può essere cancellato senza aggiungere anche gli indennizzi. Secondo i regolamenti europei, gli indennizi non sono dovuti solo in un caso: se la comunicazione della cancellazione arriva prima di 14 giorni dalla partenza. C'è questo time limite da considerare. L'indennizzo è dovuto se il volo viene cancellato negli ultimi 14 giorni prima della data prevista. Se viene cancellato con più largo anticipo, purtroppo il consumatore non può far valere il diritto all'indennizzo. Ancora una volta ha, ovviamente, il rimborso del volo assicurato: io ho pagato per un servizio che non mi viene elargito. Sugli indennizzi, invece, questi 15 giorni fanno la differenza.

Conviene stipulare un'assicurazione aggiuntiva per proteggersi?

No, il consumatore non è assolutamente tenuto ad aggiungere altri costi al suo volo. Un'assicurazione non ti fa avere un risarcimento ulteriore, l'assicurazione ti fa avere soltanto il rimborso del costo del biglietto che però è già previsto dai regolamenti europei, quindi non c'è assolutamente bisogno per i voli di stipulare un'assicurazione in più.

In caso di pacchetto vacanza o hotel, il discorso cambia?

Qui è diverso. Se compro un pacchetto turistico, è consigliabile assicurarsi la disdetta, perché in questo caso l'assicurazione copre anche il soggiorno. Nel caso del pacchetto può arrivare un aumento del prezzo, ma solo in una determinata tempistica e in una certa percentuale. Il terzo caso è la prenotazione di un hotel e qui la situazione è abbastanza complicata, perché non sempre è facile stipulare un'assicurazione se ti rivolgi all'albergo. Se ti rivolgi a una piattaforma tipo Booking sì e ancora una volta l'albergo conviene assicurarlo per la disdetta, perché non verrebbe rimborsato in caso di mancata partenza.

Da cosa si deve tutelare il consumatore?

Sta succedendo che qualcuno riceve una comunicazione della compagnia con delle maggiorazioni di costo, cioè: ho comprato il volo un mese fa, oggi oggi la compagnia si fa viva e dice "Guarda, mi devi dare tot euro in più a persona perché io sto subendo dei maggiori costi". Questa richiesta è del tutto illegittima soprattutto se arriva negli ultimi 14 giorni, perché a quel punto il consumatore può optare per cancellazione e indennizzo. Poi certo, si valuta caso per caso, ma è una pratica scorretta, perché le compagnie aeree una volta che ti hanno venduto il biglietto, possono fare un'unica cosa: cancellarti il volo. Non possono fare questo gioco al rialzo, chiederti qualcosa in più. Mi hanno segnalato anche una compagnia di traghetti che ha chiesto 50 euro in più a biglietto. È una richiesta scorretta l'aumento del biglietto prima della partenza. Bisogna evitare di subire, l'operatore dall'altra parte ha sempre un po' il coltello dalla parte del manico, però non dobbiamo dimenticare che anche in una situazione di crisi internazionale manteniamo dei diritti.

Come comportarsi quindi se si ricevono richieste di questo tipo?

Sono richieste illegittime, si deve rispondere dicendo che si segnalerà alle autorità competenti, quindi all'Autorità Antitrust, all'ENAC o all'Autorità dei Trasporti. E bisogna tenere traccia di tutte queste comunicazioni.

Consigli per chi ancora deve prenotare?

Non possiamo sapere se ci saranno escalation, se magari anche zone oggi non coinvolte, dopo lo saranno. Io inviterei comunque teatri in qualche modo soggetti alla crisi, compresi gli scali a Dubai per esempio. Eviterei destinazioni che prevedono un volo e rimarrei in Italia. Il costo del carburante è alle stelle e le compagnie aeree lo faranno pagare tutto a chi prenota adesso: cercheranno di fare margine con con chi prenota in questo periodo. Se proprio si vuole volare, si voli in destinazioni non coinvolte dalla crisi. Nel caso di eventuali comunicazioni della compagnia e molto è importante tenerne traccia e far sapere che si conoscono i nostri diritti che sono quelli che abbiamo appena raccontato.

Meglio prenotare o aspettare?

Chi può, meglio prenotare last minute o con date flessibili. Non possiamo sapere fra due mesi se il conflitto è finito, magari le compagne pur di tornare a volare in quelle destinazioni offriranno magari dei prezzi perfino più vantaggiosi, però oggi è molto difficile dirlo.

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