Cosa sono e come nascono i bouquinistes di Parigi, simbolo della città oggi a rischio estinzione

Se sei stato a Parigi, ti sarà sicuramente capitato passeggiando vicino alla Senna di imbatterti in quelle caratteristiche casette verdi allineate sulle due rive del fiume. Queste piccole bancarelle, che a prima vista sembrano semplici edicole all’aperto, sono in realtà i cosiddetti bouquinistes, ovvero librai tradizionali che da secoli vendono libri, stampe e curiosità letterarie o artistiche nel cuore della capitale francese. Camminando tra la Quai de la Tournelle e la Quai Voltaire sulla riva sinistra o tra il Pont Marie e la Quai du Louvre sulla riva destra, le bancarelle dei bouquinistes punteggiano il percorso, offrendo ai passanti un’esperienza di scoperta culturale davvero unica.
Storia e origini dei bouquinistes
La storia dei bouquinistes affonda le radici nel XVI secolo, quando venditori ambulanti di libri, opuscoli e pamphlet iniziarono a fermarsi lungo le sponde della Senna per intercettare il flusso di studenti, intellettuali e viaggiatori che frequentavano il cuore culturale di Parigi. Il termine bouquiniste deriva da bouquin, parola del francese antico che indicava un libro usato o di piccolo formato (ritornata oggi di moda anche nel linguaggio comune), attestata a partire dal XVII secolo e legata al fiammingo boeckin, libro piccolo. In origine questi librai non avevano postazioni stabili, ma trasportavano le loro merci in casse di legno o cesti, spostandosi quotidianamente e adattandosi agli spazi disponibili lungo il fiume. Una pratica che li rese popolari tra i lettori, ma che li mise spesso in conflitto con i librai ufficiali e con le autorità cittadine, preoccupate dal commercio non regolamentato.

Nel corso del XVIII secolo, nonostante i divieti, i sequestri e i tentativi di controllo, la presenza dei bouquinistes divenne sempre più difficile da eliminare, tanto da essere progressivamente tollerata e poi normata. Fu però nel XIX secolo che il loro ruolo venne poi definitivamente riconosciuto, grazie a una serie di ordinanze che stabilirono regole precise su spazi, dimensioni e modalità di vendita, permettendo ai bouquinistes di occupare in modo permanente le banchine della Senna. Nel 1891 venne ufficializzato il modello delle boîtes verdi, le caratteristiche casette apribili che ancora oggi dominano il paesaggio parigino della Senna e che hanno trasformato un’attività marginale in uno dei simboli culturali più riconoscibili della città.
I bouquinistes oggi tra fascino, crisi e trasformazioni
Oggi sono oltre 200 i bouquinistes che gestiscono quasi 900 casette lungo circa 3 chilometri di riva, con un inventario stimato di circa 300.000 libri, oltre a stampe, riviste e cartoline da collezione. Nel 2019 questa tradizione è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale della Francia, sottolineando il valore storico e culturale di questa forma di commercio librario. Nel presente i bouquinistes restano quindi una delle attrazioni più fotografate di Parigi, simbolo di un legame profondo tra la città e la cultura del libro. Le boîtes si trasformano in mini librerie pop-up dove curiosare tra pagine ingiallite e copertine antiche con il sottofondo della Senna e dei ponti storici. Tuttavia questo mestiere, pur affascinante, non è immune alle sfide del mondo contemporaneo. Negli ultimi anni le vendite di libri di carta sono diminuite, soprattutto dopo la pandemia, e molti bouquinistes faticano a mantenere un reddito stabile vendendo solo testi. Alcuni hanno ampliato l’offerta con piccoli souvenir turistici per compensare il calo di vendite dei libri tradizionali. C’è stata anche recente tensione con le autorità cittadine in vista di eventi come le Olimpiadi di Parigi 2024, con proposte di spostare o rimuovere le bancarelle per motivi di sicurezza, poi evitate grazie alla mobilitazione dei librai e all’intervento delle istituzioni che ne hanno riconosciuto il valore come patrimonio vivente della capitale.

Cosa si trova sulle bancarelle e a quali prezzi
Passeggiando lungo le rive della Senna, i bouquinistes offrono collezioni che vanno ben oltre il libro usato. Oltre alle preziosissime edizioni antiche e di seconda mano, in francese ma spesso anche in altre lingue per attirare i turisti, si possono trovare riviste d’epoca, disegni o scatti di moda, cartoline vintage, stampe artistiche, poster illustrativi e piccoli oggetti da collezione. I prezzi sono molto variabili, per i libri comuni o usati di piccola dimensione si può spesso spendere pochi euro (dai 2 ai 3 euro), mentre edizioni rare, volumi antichi o stampe originali possono arrivare a cifre più elevate (anche 50 euro), specialmente se ricercate dai collezionisti. Non è raro imbattersi in stampe artistiche o poster legati alla storia di Parigi o alle arti visive a prezzi che riflettono la loro rarità e qualità, così come cartoline da collezione che attraggono appassionati da tutto il mondo. L’esperienza di camminare tra i volumi in una libreria a cielo aperto rimane però un valore a parte e per molti, comprare un libro interessante o una stampa affascinante tra le boîtes è forse più autentico rispetto alla semplice visita di un negozio tradizionale.