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Festival di Sanremo 2026

Serena Brancale torna a Sanremo con la sorella Nicole: “È il mio portafortuna”

Ad accompagnare Serena Brancale nell’avventura sanremese c’è la sorella Nicole come direttrice d’orchestra. A Fanpage.it ha spiegato che sono legatissime.
A cura di Giusy Dente
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Serena Brancale
Serena Brancale
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L'anno scorso l'esperienza sanremese di Serena Brancale si è chiusa con un 24esimo posto. Quest'anno la cantante è tornata nuovamente in gara, ma con le idee molto diverse. Ha scelto un brano molto più intimo e personale, ha voluto dei look minimal che non sovrastassero la performance ma la accompagnassero con leggiadria. A Fanpage.it ha spiegato che queste esigenze sono nate dal desiderio di rendere giustizia a un brano che arriva a completamente di un lungo e sofferto percorso di crescita, di maturazione. La cantante ci ha messo molto tempo per elaborare la morte di sua madre, quel trauma le è rimasto dentro per sei lunghi anni: solo ora è riuscita a dargli voce, a metterlo in musica, a cantare la sua ferita con le parole giuste. Sono le parole di "Qui con me", una poetica dedica al genitore scomparso. Terminata la performance nella prima serata del Festival, presa dall'emozione si è lasciata comprensibilmente andare a un pianto liberatorio. Ne è nato anche un meme virale, fatto affettuosamente e bonariamente, in cui si vede lei che piange e Carlo Conti che la guarda con l'aria stanca come a dire: "Sì ok emozionante ma ora andiamo avanti, sbrighiamoci". A Fanpage.it ha confermato di averlo visto e lo ha commentato.

Che aria si respira a Sanremo?

Qui c'è un'aria molto serena, poi dipende sempre come vivi tu il palco, le scale, la chiacchiera pre esibizione. Io sono abbastanza felice quest'anno di essere messa stessa, quindi me la sto vivendo tutto in maniera molto serena. Ho bisogno di sentire la famiglia vicino, di avere con me il mio team di lavoro: siamo tutti molto uniti, quindi l'aria che si respira per me è perfetta.

Noti differenze con Sanremo 2025?

È completamente tutto cambiato. Stavolta per mia scelta, per una mia esigenza, volevo raccontare qualcosa di diverso. Non è né meglio né peggio, è diverso: è più profondo. L'anno scorso con "Anema e core" è stato l'inizio di un sogno, ma mi ha lasciato la bellezza di poter ritornare e pensare anche di poter dare di più. L'anno scorso ho preso le misure, mi ha dato anche un po' la sicurezza di potercela fare e dare un po' di più come sto effettivamente facendo, perché sto aprendo il mio cuore a tutti.

Serena Brancale in Stella McCartney
Serena Brancale in Stella McCartney

Oltre all'impegno sul palco hai in mente anche qualche follia da Fantasanremo?

No, sono molto concentrata.

Hai visto il meme affettuoso che circola sui social? Ironizza sul momento in cui hai pianto sul palco. Come mai ti sei commossa così tanto?

Sì, infatti ho guardato Carlo Conti alla mia destra e ho pensato: "Mah, avrà apprezzato che mi sono presa questo mio attimo di commozione?". Io volevo far pace con qualcosa che non avevo risolto e volevo farlo come mia madre avrebbe voluto, da cantante a cantante. Quindi è stata la cosa migliore per me: invece di cantare sopra il dolore, cosa che ho fatto in questi anni, ora mi sentivo pronta e con la consapevolezza giusta per scrivere qualcosa sul dolore. Quindi ho proposto questo brano per Sanremo e ieri finalmente mi sono liberata perché nella prima performance.

Serena Brancale e Nicole Brancale a Sanremo 2026
Serena Brancale e Nicole Brancale a Sanremo 2026

L'avresti portata a Sanremo anche se non ci fosse stata tua sorella ad accompagnarti?

Beh, sì. Lei è il mio portafortuna, perché rimane lucida, ma allo stesso tempo è una musicista, quindi mi dà il consiglio giusto ed è una persona molto sincera: mi può dire anche cose che non mi piacciono, ma io ho bisogno di sentirmele dire dalle persone che amo. Quindi sarebbe stata comunque con me, però è più giusto che ci sia così con il ruolo giusto. Poi ognuno reagisce al dolore in maniera diversa, avrebbe anche potuto dirmi: "Io non ce la faccio". Poteva accadere, invece per fortuna no.

Che ruolo ha avuto nella tua carriera e crescita personale?

Io sono cresciuta con Nicole che suonava il piano nella stanzetta, quando ero piccola lei suonava per prepararsi ai concorsi, quindi io mi ritrovo questa memoria musicale classica che è una ricchezza: me la porterò dietro per sempre e riaffiorerà in momenti non sospetti. È stato bello, è stata una fortuna avere una sorella più grande musicista che portava avanti il suo sogno, il suo lavoro, la sua passione: io mi sono cibata di quello. Non è scontato: solo perché si è sorelle non è detto che si viva allo stesso modo. Io però sono fortunata, perché io e lei viviamo in maniera molto unita qualsiasi tipo di emozione, di dolore, ma anche di scontro o di discussione.

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