Il significato dell’abito di Arisa a Sanremo: vive la sua femminilità con grazia abbandonando il superfluo

Ancora prima che salisse sul palco dell'Ariston, tanta attenzione si era concentrata attorno ad Arisa. Dopo il primissimo ascolto in anteprima delle canzoni dei Big in gara, il suo brano si era imposto come uno dei migliori. L'esito della prima serata di Sanremo 2026 ha confermato un po' i pronostici: nella classifica parziale è già nelle prime cinque posizioni, annunciate da Carlo Conti in ordine sparso. La sua "Magica Favola" racconta il passare inesorabile del tempo, la consapevolezza che si fa avanti quando di cresce e si diventa donna, quel bisogno primordiale di protezione materna che non svanisce mai. Per dare rilevanza al testo e al suo significato, l'artista ha scelto si esibirsi con un look etereo e candido. È l'ennesima trasformazione sul palco dell'Ariston, calcato tante volte nella sua carriera, sempre in modo diverso. Ha convinto non solo musicalmente ma anche stilisticamente.
Il candido look di Arisa
La cantante nella serata di debutto sanremese ha sfoggiato un look curato dalla stylist Rebecca Baglini, che quest'anno segue la direzione creativa anche di altri artisti in gara: Dargen D’Amico, Malika Ayane. Arisa si è esibita in total white. L'abito è una creazione firmata Des Phemmes: un modello a colonna in duchesse di seta con scollatura geometrica, interamente ricamato a mano con ben 1.300 delicatissime gocce di cristallo applicate una ad una per creare un effetto chandelier, quell'effetto cascata che ricorda proprio il cadere delle gocce di pioggia.

Per portare a termine la lavorazione sono servite 108 ore di lavoro. Arisa ha completato il candido outfit con un paio di tacchi a spillo coordinati di Casadei e gli scintillanti gioielli Crivelli. A dare eleganza ed enfasi al tutto ci ha pensato l'acconciatura retrò, da diva, in stile vecchia Hollywood con onde larghe e definite, che l'hanno resa davvero sofisticata. Su di lei la stylist ha costruito un progetto ben preciso, a partire da una domanda ben preciso attorno a cui ruota tutta la visione estetica: quante delle immagini che costruiamo attorno a una donna corrispondono poi davvero a verità? Ha lavorato a quattro mani con Salvo Rizzo, founder e Direttore creativo di Des Phemmes.

La scelta è caduta sul colore bianco, per comunicare verità, autenticità, luce, una femminilità che non ha bisogno di essere urlata. Si procederà anche nelle prossime serate coi prossimi look per sottrazione: nulla di eclatante, nulla di aggressivo, nulla di eccessivo. C'è da aspettarsi, anzi, ancora naturalezza, grazia e misura. Si intende proprio procedere tappa dopo tappa andando come a "spogliare" la donna e l'artista di ciò che non è necessario, lasciando alle spalle le sovrastrutture e le costruzioni fittizie.

Des Phemmes ha creato in tutto tre Couture per Arisa, per le sue prime tre esibizioni sul palco dell'Ariston, in un dialogo continuo tra visione del brand e identità dell'artista. Non è solo una sequenza di abiti personalizzati, ma un progetto estetico completo che trova la sua ragion d'essere nel rapporto tra identità privata e rappresentazione pubblica della donna, andando oltre le apparenze e giungendo alla verità.