I sandali per stare scalzi di Chanel: le scarpe senza suola e la provocazione che racconta il desiderio di libertà

Scarpe che non sono scarpe, perché coprono solo il tallone, sono apparse sulla passerella di Chanel nella prima sfilata Cruise di Matthieu Blazy andata in scena a Biarritz. Tra abiti a scaglie simili alla coda di una sirena e look marinière o ispirati da elementi marini, spuntano i sandali con richiami all'art dèco che ricordano i calzari alati del dio Hermes il messaggero degli dei. Cosa rappresentano questi modelli senza suola che lasciano il piede nudo? Si tratta di una provocazione?
L'intera collezione disegnata da Blazy è basata su un'idea di libertà, dinamismo e movimento. Un'idea che nasce dal voler celebrare Gabrielle Chanel, la prima stilista che ha liberato il corpo della donne creando abiti morbidi e realizzati con tessuti come il jersey, utilizzati in passato solo per l'intimo. Questo concetto di libertà viene enfatizzato e portato all'estremo con i sandali che non hanno suola e che lasciano il piede nudo. Si tratta certamente di un accessorio che non ha una reale praticità e che viene abbinato nei look per aggiungere un dettaglio simbolico capace di rappresentare l'idea alla base della collezione Cruise 2026/2027 di Chanel.

I sandali senza suola e il desiderio di vivere senza costrizioni
"Non c'è bellezza senza libertà del corpo" diceva Gabrielle Chanel, le scarpe senza suola rappresentano dunque il desiderio di vivere senza costrizioni, lasciare il corpo nudo, di camminare a piedi scalzi sulla sabbia. Sono poi parte di una collezione le cui forme, trame, lavorazioni e colori prendono ispirazione dal mare, dalla spiaggia, dal sole e dal vento. Da qui deriva anche la scelta di utilizzare Biarritz come cornice dello show.

La sfilata Cruise 2026/2027 di Chanel a Biarritz
Lo show è stato allestito a Biarritz sia per la vicinanza al mare sia perché è il luogo in cui Cocò Chanel aveva aperto nel 1915 il suo primo atelier di Haute Couture, che arrivò dopo il debutto parigino e l'apertura delle prime boutique, a Deauville nel 1912 e a Monte-Carlo nel 1914. La scelta della stilista di iniziare l'avventura couture a Biarritz, e non nei salotti di Parigi, si lega al desiderio di creare una nuova estetica per le donne dell'epoca, un'estetica fatta di abiti più pratici, capaci di liberare il corpo e non costringerlo, creati con dettagli e silhouette rubate all'abbigliamento sportivo. Allontanandosi dai confini stringenti dei salotti borghesi Chanel desidera portare la sua moda in spazi aperti, vicini al mare e alla spiaggia.

Biarritz è poi il luogo che avvicina mondi lontani e diventa diretta espressione di una moda capace di unire universi apparentemente opposti. Nella cittadina basca all'epoca di Chanel convivevano nobili e operai, artisti e marinai all'interno di uno spazio naturale e libero, in cui la moda si inserisce assecondando e descrivendo questa "mescolanza".

Sirene e pescatori nella "mescolanza" anti-borghese di Chanel
Da questo coacervo di stili di vita e ispirazioni apparentemente lontane nasce la collezione Cruise 2026/2027 disegnata da Matthieu Blazy per Chanel. In passerella appaiono, dunque, abiti con lavorazioni preziose e sfavillanti che ricordano la coda di una sirena, look che rivisitano le divise da lavoro o gli outfit sportivi e ancora, abiti a rete che richiamano il mondo della pesca e intricati ricami che mimano le forme dei coralli marini. Sfarzo e minimalismo convivono, casual e glamour si alternano in abiti che si indossano in un salone da ballo o in riva al mare. Anche le scarpe non scarpe rivelano questa dualità intrinseca alla collezione: gli inserti dorati rimandano al formalismo dei salotti borghesi, la pianta nuda ci conduce invece alla libertà che il paesaggio marino porta alla mente. Il provocatorio modello è dunque il simbolo per distruggere l'etichetta borghese, per annullare gli standard che costringevano le donne e che Chanel sin dagli inizi di carriera ha tentato con la sua moda di sovvertire creando una nuova estetica più libera e dinamica.