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I Maneskin conquistano New York: Victoria coperta solo di cristalli, Damiano con i pantaloni tagliati

La rock band italiana si è esibita al Madison Square Garden di New York con abiti sostenibili firmati dalla stilista inglese Stella McCartney.
A cura di Arianna Colzi
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Il look dei Maneskin al Madison Square Garden
Il look dei Maneskin al Madison Square Garden

Il concerto al Madison Square Garden di New York è il sogno di ogni artista e i Maneskin l'hanno appena realizzato. Nei giorni scorsi il Rush! World Tour, il tour mondiale della band romana, ha debuttato nel tempio della musica mondiale, permettendo ai quattro ragazzi italiani di scrivere un altro pezzo della loro storia. Il look era all'altezza dell'evento: gli abiti indossati da Damiano, Ethan, Thomas e Victoria erano firmati da Stella McCartney e personalizzati per l'occasione.

Il disegno dei look dei Maneskin firmati Stella McCartney
Il disegno dei look dei Maneskin firmati Stella McCartney

Chi ha firmato i look dei Maneskin a New York

I quattro look personalizzati sono stati realizzati a mano con materiali sostenibili nell'atelier londinese di Stella McCartney: la designer, infatti, è nota nel mondo della moda per la sua attenzione all'impatto ambientale delle sue creazioni. Gli abiti erano ispirati alla collezione invernale 2023 del brand.

Il dettaglio punk del look di Victoria dei Maneskin

Damiano ha indossato un completo gessato composto da gilet in lana rigenerata e pantaloni sartoriali con piccole catene sui fianchi scoperti. Victoria ha esibito un look punk in pieno "stile Maneskin": ha indossato una catena d'argento come top mentre degli adesivi a forma di stella coprivano i seni; il look era poi completato da pantaloni in lana neri.Thomas ha indossato una giacca cropped bianca intrecciata e pantaloni coordinati. Il completo di Ethan, invece, era molto simile al look di Damiano: gilet nero con bottoni abbinato a pantaloni neri sempre in lana rigenerata. Recentemente, in un'intervista, Damiano è intervenuto sulle critiche rivolte loro da molti giornali, anche statunitensi, sul non essere "abbastanza rock", raccontando come ci si sente ad essere soggetti a giudizi opposti allo stesso momento: "C’è chi dice che non siamo abbastanza rock perché non siamo dei tossici che spaccano tutto, mentre c’è chi invece appena faccio un tatuaggio ci descrive come il diavolo".

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