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Giulia De Lellis torna al botox e questo non ci riguarda, il problema è normalizzare uno stereotipo

C’è stato un tempo in cui alla fatidica domanda “Hai rifatto qualcosa?” rivolta alle celebrities, la risposta era sempre e comunque negativa. Guai ad ammettere il ricorso alla chirurgia, anche quando piuttosto lampante. Oggi siamo forse in una fase diversa, dove la normalità è la cura della persona fatta anche attraverso le “punturine”. Ecco perché parlarne apertamente sui social per una beauty influencer non è affatto strano: è come dichiarare la marca preferita di detergente, come consigliare un rossetto.
A cura di Giusy Dente
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Giulia De Lellis
Giulia De Lellis

È una pratica del tutto sdoganata e attenzione, non solo per i volti noti: il fenomeno è in crescita proprio tra le giovanissime, da chi i video delle influencer ce li ha davanti ogni giorno. Aumenta infatti il ricorso a botox e filler tra i 18 e i 34 anni: un modo per contrastare preventivamente la comparsa di rughe d'espressione, per mantenere la pelle giovane e tonica. Come ci impone lo standard di riferimento, insomma: un'estetica in cui non si contemplano difetti, in cui si punta alla perfezione, in cui si va a caccia perenne di approvazione e di like.

Giulia De Lellis non ha mai nascosto il ricorso al botox: nel 2023 aveva anche lanciato una frecciatina alle colleghe ben più riservate di lei. "Chi dice di non farlo, con la fronte paralizzata, mente: eppure non c'è nulla di male" aveva detto. Con lo stesso candore è tornata sull'argomento. Lo ha fatto sui social, dove si è mostrata col viso più gonfio del solito, appena uscita da una seduta col suo specialista di fiducia, il dottor Salvatore Artiano. L'influencer aveva messo in pausa alcuni trattamenti, ma ora ha deciso di ricominciare e ha raccontato l'esperienza a fan e follower, come fa sempre.

Giulia De Lellis
Giulia De Lellis

"Non facevo il botox da tantissimo – ha ammesso – sono rimasta incinta, poi il parto, l'allattamento. Ora non vedo l'ora che si attivi. Le labbra invece non le ho fatte questa volta. È come se mi stanno un po' stancando le labbra importanti. Non che io stia, ovviamente, desiderando quelle che avevo prima perché prima erano sottilissime. Però è la prima volta che vado da Salvo e non faccio le labbra". A tal proposito ha invece svelato che potrebbe valutare l'opzione di fare un passo indietro, quindi sciogliere il filler precedentemente applicato tornando a un look più naturale.

L'onestà dell'influencer è stata apprezzata dai follower ed è vero: fare delle punturine non è una colpa, non è un reato, non è un demerito. È forse un cattivo insegnamento? Nemmeno, ma di certo è rischioso perché normalizza uno stereotipo.

Il pubblico di Giulia De Lellis è composto da ragazzi molto giovani, che seguono anche altre personalità pubbliche che quotidianamente mostrano sui social una vita perfetta, un corpo perfetto, un viso perfetto. Questi ragazzi sono abituati a confrontarsi ogni giorno con standard irrealistici, malsani nel peggiore dei casi. È questo confronto, a gravare moltissimo sull'autostima, soprattutto se non si è capaci di operare una giusta distinzione tra mondo reale e mondo virtuale.

Forse a questa consapevolezza si arriva dopo: in fondo da adolescenti è insito nella propria natura cercare approvazione. I social hanno solo amplificato questo bisogno, portandolo alle estreme conseguenze: oggi il disagio è schiacciante, non ci si sente mai abbastanza, mai adeguati, mai all'altezza, ma questo solo perché si ha come massima aspirazione la perfezione che si vede online (e che prima era sulle riviste patinate, in tv). Eppure, non si può delegare tutto il compito educativo ai social. Esiste tutto un mondo fuori: la famiglia, la scuola, gli amici. La formazione non dovrebbe avvenire unicamente attraverso lo schermo di uno smartphone.

Giulia De Lellis
Giulia De Lellis

Decidere con coscienza di fare ricorso alla chirurgia, più o meno invasiva, non è nulla di cui vergognarsi. Il problema emerge quando viene fatto unicamente per seguire una scia preimpostata, per sentirsi parte di un sistema, per adeguarsi a un modello che si percepisce come unico possibile. È per questo che soprattutto i più giovani, così esposti precocemente al confronto, dovrebbero iniziare a sviluppare capacità critiche nei confronti di ciò che viene imposto come modello estetico. L'ottica dovrebbe essere il miglioramento per se stessi, più che per la foto perfetta acchiappalike su Instagram. Ecco perché l'unica chiave per la salvezza è costruirsi un'identità forte, è essere educati all'uso dei social e sviscerare le proprie insicurezze, parlando di tutti quei tabù che isolano e rendono vulnerabili, facendo avvertire ancora di più la pressione.

Fare una scelta che riguarda la propria immagine, per conviverci più serenamente, è legittimo. Raccontare i "ritocchini" come qualcosa di accessibile, veloce, indolore è rischioso: non dovrebbe essere considerato di routine, per lo meno non per quei giovanissimi che non hanno ancora un'identità ben definita, consapevole. Eppure dare la colpa alle influencer e ai loro ritocchini per l'emulazione da parte dei più giovani è solo la punta dell'iceberg, perché dietro ci sono disagi più profondi da sanare che spingono in quella direzione. È in quella crepa di fragilità e insicurezze che si insinua il bisogno di adeguarsi, di essere tutti uguali, di annullare i difetti, il tutto amplificato in una società che vive completamente di immagine e apparenza. In un livello così alto inevitabilmente ci si sente inferiori. Se sui social il focus sono continuamente corpi perfetti e visi perfetti, quando ci si guarda allo specchio il naso, le labbra, il seno si percepiranno come "sbagliati".

Ricorrere al botox perché lo fanno tutti, perché lo ha fatto l’influencer preferita, parla di una generazione che non regge il confronto, che comprensibilmente ha difficoltà a gestire lo sguardo altrui. Più che correggere bisognerebbe imparare a guardarsi con meno giudizio e più consapevolezza, slegare il proprio valore assoluto da ciò che si vede nello specchio.

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Giornalista dal 2018, laureata in Lettere ed Editoria e Scrittura, consegue al termine degli studi universitari il master in Critica giornalistica presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico di Roma. Qui, oltre a portare avanti la formazione accademica e a fare esperienze di redazione, coltiva la passione per la radiofonia, collaborando con emittenti web e seguendo corsi di dizione e conduzione. Attualmente a Milano scrive per Fanpage.it, nell'area Stile e Trend, occupandosi prevalentemente di storie e interviste, questioni di genere, storie di donne.
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