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È la giornata dei calzini spaiati, nata per ricordarci che la diversità è bella

Oggi è la Giornata dei Calzini Spaiati nata per parlare di accoglienza e inclusione in modo semplice e immediato, celebrando il valore delle diversità.
A cura di Giusy Dente
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Li metti a coppie in lavatrice e puntualmente poi ne manca sempre qualcuno all'appello, quando è il momento di metterli ad asciugare. È una delle certezze della vita: tra i calzini messi a lavare, almeno uno deve sparire nei meandri del cestello, risucchiato in chissà quale universo parallelo, lasciando il compagno solo e abbandonato lì sullo stendino. Da questa immagine estremamente quotidiana, frutto di un'esperienza condivisa, è nata l'idea di festeggiare la Giornata dei calzini spaiati. L'iniziativa si ripete da una decina di anni ogni primo venerdì di febbraio. È un modo per celebrare i valori della diversità e dell'inclusione.

A inventarsi la ricorrenza è stata Sabrina Flapp nel 2011, in una scuola primaria a Terzo di Aquileia in provincia di Udine. La maestra (di inglese e di sostegno) ha trovato in questo modo l'occasione perfetta per parlare agli alunni di accettazione e disabilità, ma in un modo leggero e facilmente comprensibile, soprattutto dai più piccoli. Paragonare i bambini a dei calzini era un modo per dire che siamo tutti unici, speciali e diversi e che proprio nelle differenze si può trovare il modo di crescere, aiutandosi l'un l'altro e rispettandosi.

L'idea è stata poi abbracciata dalle volontarie di un'associazione che porta clown nelle corsie di ospedale (Silvia Blazina, Giulia Zoratto, Edy Lovisetto e Clara Zaghis), dando ulteriore visibilità all'iniziativa. Per loro i calzini spaiati non erano una novità: basti pensare a Patch Adams. Ma come dimenticare anche quelli di Pippi Calzelunghe, che li portava ogni giorno. Il passaparola e le foto sui social hanno fatto il resto, consentendo alla Giornata di riproporsi anno dopo anno da allora. Ne sono nati anche due libri dedicati, realizzati dalle cinque fondatrici.

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L'invito era ed è rimasto quello di indossare nella Giornata una coppia di calzini spaiati, quindi in colori diversi o fantasie differenti: questo per ribadire che non bisogna cercare sempre l'omologazione a tutti i costi, che essere uguali non è un valore assoluto da rincorrere annullando se stessi, la propria autenticità. Viceversa, accogliere la diversità può essere un accrescimento, fonte di ricchezza: è un modo per dare valore alle unicità di tutti.

Il messaggio che si nasconde dietro il semplice gesto di indossare calzini spaiati è potente, soprattutto oggi, in un mondo in cui si rincorre l'omologazione, in cui ci si sente esclusi se diversi, in cui si fa fatica ad accettarsi per come si è. Sensibilizzare sul tema è un modo per combattere l'emarginazione e la solitudine. L'iniziativa è veicolata sui social dall'hashtag #calzinispaiati2026: le foto postate sono un modo per diffondere lo spirito dell'amicizia e dell'accoglienza, per dire che la diversità non deve fare paura e che bisogna riscoprire la solidarietà verso il prossimo. È l'unico antidoto all'isolamento, per non sentirci mai più calzini spaiati abbandonati in lavatrice.

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