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Dove si trova la città dei pozzi italiana, un labirinto sotterraneo dove storia e ingegneria si incontrano

Orvieto è chiamata la città dei pozzi per il sistema sotterraneo scavato nel tufo dell’epoca etrusca. Dal Pozzo di San Patrizio a quello medievale, l’acqua è legata alla storia della città.
A cura di Elisa Capitani
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Orvieto, Umbria
Orvieto, Umbria

C’è una città italiana che racconta la propria storia più nel sottosuolo che in superficie. Un intreccio di cavità, gallerie e soprattutto pozzi scavati nella roccia tufacea, nati per garantire sopravvivenza, autonomia e difesa. Un patrimonio invisibile per secoli, oggi visitabile, che rende questo luogo un caso unico nel suo genere. Si tratta di Orvieto, in Umbria, una città costruita su una rupe di tufo che ha fatto della sua parte sotterranea la sua storia.

Pozzo di San Patrizio, Orvieto
Pozzo di San Patrizio, Orvieto

La storia di Orvieto, la città dei pozzi

Fondata dagli Etruschi su una rupe di tufo, Orvieto ha sviluppato fin dall’antichità una complessa rete di pozzi e cunicoli sotterranei. La particolare conformazione del terreno, facile da scavare ma resistente, ha permesso nel tempo la creazione di oltre un migliaio di cavità. I pozzi avevano una funzione essenziale: garantire l’approvvigionamento idrico anche durante assedi e periodi di siccità, quando le sorgenti esterne diventavano irraggiungibili. È per questo che Orvieto viene spesso definita la città dei pozzi, un luogo in cui l’ingegneria idrica ha inciso profondamente sull’organizzazione urbana e sulla vita quotidiana degli abitanti.

Un pozzo sotterraneo, Orvieto
Un pozzo sotterraneo, Orvieto

I pozzi simbolo di Orvieto

Tra i più celebri pozzi di Orvieto (e d'Italia) c’è il Pozzo di San Patrizio, fatto costruire nel 1527 su ordine di papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma per garantire alla comunità un approvvigionamento idrico durante eventuali assedi. Scavato nella roccia tufacea per oltre cinquanta metri, è un capolavoro di ingegneria rinascimentale: la doppia scala a elica consente a chi scende di non incrociare chi sale, permettendo un flusso continuo di persone e animali che trasportavano acqua nei grandi contenitori. Il pozzo deve anche la sua fama alla qualità storica e tecnica che ne ha favorito il riconoscimento nel 2022 nella Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua (Global Network of Water Museums) del programma UNESCO‑IHP, per l’importanza archeologica e ingegneristica nella gestione delle risorse idriche. Altrettanto affascinante, è il Pozzo della Cava, le cui origini risalgono all’epoca etrusca. Scoperto da un cittadino negli anni ‘80, è stato inserito nel 2023 nella stessa Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua dell’UNESCO‑IHP, il pozzo si sviluppa sotto le abitazioni del centro storico e, riutilizzato nel Medioevo, serviva come riserva idrica privata collegata a una rete di gallerie sotterranee che permettevano di attingere acqua senza uscire dalle mura.

Cosa vedere a Orvieto oltre i pozzi

Oltre al suo mondo sotterraneo, in superficie Orvieto mostra un volto altrettanto suggestivo. Il Duomo è uno dei capolavori assoluti del gotico italiano, celebre per la facciata scolpita e per gli affreschi di Luca Signorelli nella Cappella di San Brizio, fondamentali per la storia dell’arte rinascimentale. Poco distante, il Palazzo Papale ospita il Museo Archeologico Nazionale, che racconta l’eredità etrusca della città, mentre la Torre del Moro permette di comprendere dall’alto la posizione strategica della rupe. Fuori dal centro storico, la necropoli del Crocifisso del Tufo restituisce l’Orvieto etrusca attraverso tombe perfettamente allineate, offrendo una lettura rara e concreta della città antica.

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