Carlo e Camilla alla prima del documentario “reale”: qual è il significato simbolico dei loro look

Ieri sera il castello di Windsor ha ospitato un evento mondano super atteso: la prima di Finding Harmony: A King's Vision. Si tratta di un documentario prodotto da Prime Video (sarà fuori il prossimo 6 febbraio), nel quale re Carlo III ha descritto la filosofia su cui ha improntato la sua monarchia. Attraverso una serie di video che lo mostrano in momenti importanti della sua vita, il sovrano incoraggia le persone a entrare in contatto profondo con la natura, così da sostenere un mondo equilibrato e sostenibile. La proiezione è andata in scena nella Camera di Waterloo e ha visto diversi ospiti noti, prima tra tutte Kate Winslet (la narratrice del film). Seduti in prima fila non potevano che esserci Carlo e Camilla: cosa hanno indossato per l'occasione?
Perché re Carlo ha indossato la giacca con i risvolti rossi
Il grande protagonista della prima di Finding Harmony: A King's Vision non poteva che essere re Carlo III, che per l'occasione ha cambiato radicalmente stile. Per lui niente più completi sabbia o grigi, ha preferito rispettare il dress code d'ordinanza previsto per gli eventi di gala, durante i quali agli uomini viene imposto il classico smoking (con tanto di papillon). A fare la differenza è stata la giacca con i risvolti rossi su revers e polsini: qual è il suo significato simbolico? Viene chiamata Windsor Court Dress o Windsor Uniform ed l'abito formale che i membri maschi della Royal Family devono indossare al castello di Windsor. Introdotta nel 1777 da Giorgio III, col tempo è stata modernizzata: oggi è un frac in tessuto blu scuro con risvolti rossi (che riprendono le classiche uniformi militari) e bottoni dorati decorati con una stella della Giarrettiera e la corona imperiale.

Il look di Camilla è ispirato al tradizionale mantua
Anche Camilla non è stata da meno in fatto di look dal profondo valore storico e simbolico. La stilista Anna Valentine ha realizzato per lei un completo verde bosco caratterizzato da pantaloni palazzo e cappotto-tunica in velluto, un modello alla caviglia ma aperto sul davanti, decorato con dei preziosi ricami sulla spalla. Il capo riprende il tradizionale mantua, ovvero il formale abito da corte che le donne erano tenute a indossare durante il regno di Giorgio III per riflettere il loro status. Inizialmente pensato come un soprabito con strascico intarsiato con ricami preziosi (da abbinare a un vestito pomposo coordinato), oggi il mantua viene realizzato in versioni più contemporanee ma continua a essere il simbolo di uno status aristocratico.
