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A che servono i “guanti da rana” nello short track e perché ci sono delle sfere sulla punta delle dita

Nello short track giocano un ruolo fondamentale i guanti dei pattinatori, che hanno una struttura molto particolare e specifica per agevolare la prestazione.
A cura di Giusy Dente
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I guanti dello short track
I guanti dello short track
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A Milano-Cortina, grandi soddisfazioni all'Italia sono arrivate dallo short track. I nostri atleti hanno portato a casa la medaglia d'oro nella staffetta mista e poi Arianna Fontana ha trionfato nei 500 m aggiungendo la 13esima medaglia olimpica, un argento, alla sua collezione. Questa gara si svolge su una pista di ghiaccio a forma di anello, dal diametro di 111,12 metri. È tutta questione di velocità, di gestione del percorso, dove ci sono sia rettilinei che curve strette, ma anche di tattica, perché bisogna giocare bene l'arma del sorpasso. Come per il curlig, dove importantissime sono le scarpe affinché si possa affrontare bene la pista, nello short track giocano un ruolo fondamentale i guanti dei pattinatori.

Cosa sono i "guanti rana"

I guanti dello short track sono accessori specifici e molto particolari. Alla vista si presentano con un dettaglio che balza subito all'occhio: presentano delle piccole sfere montate sulla punta delle dita. Innanzitutto i guanti si indossano per una questione di sicurezza, per scongiurare il rischio di collisioni e cadute: consentono infatti di mantenere meglio l'equilibrio mentre si corre a tutta velocità sul ghiaccio. In gara si ha a che fare anche con curve dalla pendenza notevole, in cui le mani toccano il ghiaccio. La loro presenza consente di gestire meglio il pericolo, ma anche la velocità stessa, perché si va a ridurre l'inevitabile attrito tra le dita e il ghiaccio. È una lotta contro la forza centrifuga, che diventa sempre più difficile man mano che si inclina il piano.

Short Track 500m donne – Olimpiadi Milano Cortina
Short Track 500m donne – Olimpiadi Milano Cortina

I cosiddetti "guanti da rana" sono stati inventati da uno sportivo entrato nella leggenda: il pattinatore della Repubblica di Corea Kim Ki-hoon, che è stato tre volte campione Olimpico in questo sport. Un vero esperto da medaglia d'oro. Lui, notando la necessità di rallentare la velocità in alcuni momenti, ebbe la geniale idea di applicare della resina epossidica sui guanti, sulle punte delle dita. Era una sostanza originariamente usata all'interno degli scarponi, per proteggere le caviglie dalle fratture durante le curve. Applicata sui guanti, invece, diventava un modo per ridurre il famigerato attrito in curva. Sono diventati famosi come "guanti da rana" proprio perché ricordano le loro zampette, coi cuscinetti adesivi utili ad arrampicarsi e aderire meglio sulle superfici.

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