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Quadro rosso di Rothko venduto a 85 milioni, Ballario: “Non ha un significato, ma guardarlo è esperienza mistica”

A Fanpage.it, il critico d’arte e curatore ha spiegato il significato dell’opera di Mark Rothko e perché è stata venduta a questa cifra da record.
Intervista a Nicolas Ballario
critico d'arte e curatore
A cura di Giusy Dente
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Brown and Blacks in Reds by Mark Rothko
Brown and Blacks in Reds by Mark Rothko

L'ultima asta di Sotheby's si è conclusa con una vendita da record: quasi mezzo miliardo di dollari complessivi. Sono il frutto della vendita della collezione di Robert Mnuchin, finanziere e gallerista statunitense morto a dicembre scorso. Tra le opere, anche un dipinto di Mark Rothko. Il titolo della monumentale tela è Brown and Blacks in Reds, realizzata nel 1957. Fa parte di una serie di quadri, una quindicina, tutti realizzati dall'artista in questo formato di notevoli dimensioni. Sono distribuiti nei più importanti musei del mondo: la National Gallery of Art di Washington, la National Gallery australiana di Canberra, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Attualmente è in corso una mostra interamente a lui dedicata a Firenze, presso Palazzo Strozzi.

Il dipinto di Sotheby's è stato battuto a 85,8 milioni di dollari: se lo è aggiudicato un offerente al telefono con Helena Newman, presidente di Sotheby’s Europa. Non si conosce la sua identità. È quasi la cifra più alta mai raggiunta per acquistare un quadro dell'artista, esponente dell'espressionismo astratto. A fare di meglio è stato solo Orange, Red, Yellow, venduto a 86,8 milioni di dollari nel 2012.

Come suggeriscono i nomi e come è evidente osservando i dipinti, il colore ha un ruolo fondamentale nella produzione del pittore, morto suicida nel 1970. I campi di colore rettangolari sono solo campi di colore rettangolari: non celano nulla, non hanno significati particolari, non nascono da immagini ben precise. La grandezza di Rothko sta proprio qui, in questo uso del colore violento e assoluto. Trovarsi dinanzi ai suoi quadri è un'esperienza totalizzante, che avvolge completamente. Il colore esce dalla tela, invade lo spazio, riempie tutto, quasi ti soffoca: ti ritrovi sommerso e non c'è più spazio per altro. "È stato una delle pietre miliari dell'arte del 900" ha detto Nicolas Ballario. Intervistato da Fanpage.it ha approfondito la genialità dell'artista, spiegando anche perché le sue opere valgono milioni.

Brown and Blacks in Reds by Mark Rothko
Brown and Blacks in Reds by Mark Rothko

Il significato dell'opera e perché vale 85 milioni

Chi è Mark Rothko?

Rothko è nato a Dvinsk, nella vecchia Unione Sovietica ed è arrivato a New York da ragazzino: il padre era dovuto scappare perché era un mezzo dissidente. È cresciuto completamente solo, bullizzato perché era un ragazzino solitario: non parlava inglese. Poi a un certo punto ha un moto d'orgoglio: è talmente bravo nella retorica che vuole fare il sindacalista. Poi cambia idea e inizia a guardare al mondo dell'arte. Lui in realtà inizia con un'arte molto figurativa, all'inizio dipinge soprattutto la solitudine newyorchese e va a scuola da un allievo di Chagall. Poi inizia a semplificare sempre di più, finché arriva alla fine degli anni '40 all'astrazione. Lui prende la figura, la astrae sempre di più finché arriva a queste grandi campiture di colore.

Che significato hanno quelle macchie di colore?

Lui diceva di non voler dire niente con l'arte, se non rappresentare la violenza in ogni centimetro quadrato. E io capisco che possa sembrare una presa in giro che un quadro nero e rosso venga venduto a 85 milioni di dollari! Però in realtà lui ha veramente cambiato la storia dell'arte nel 900. Se tu ti trovi davanti a quei quadri, ti assicuro che sembrano vivi: ti mangiano. Lui questa cosa l'aveva addirittura imparata in Italia, alla Cappella Sistina. Lui si sdraia lì e si fa ispirare dal Giudizio Universale dicendo che la sua arte doveva essere quello d'ora in poi: riempire tutto quanto. Doveva essere una cosa soffocante, non dovevi solo stare davanti al quadro: ci dovevi stare proprio dentro, circondato. Diceva che i suoi quadri sono quel lampo di luce che c'è nella frazione di secondo che precede una grande esplosione. Sono quella frazione di secondo che separa la vita e la morte, tra quando c'è ancora tutto e quando non ci sarà più niente.

Quindi non c'è da parte sua la ricerca di un significato?

In realtà le sue opere rifuggono qualunque significato: è un autore che ha cambiato la storia dell'arte del 900, ha messo l'accento sul senso assoluto dell'arte, sul fatto che non debba avere significato. L'arte in qualche modo ci dà un significato senza averlo: ha cambiato il paradigma.

Il colore viene sempre usato in questo modo violento?

Sì, nella sua produzione c'è sempre questo uso molto violento del colore. Lui a un certo punto inizia a rinunciare totalmente alla figura e disegna dei quadri come se fossero un po' la pianta di un teatro. Infatti, se tu vedi quel quadro che è stato venduto, potrebbe essere tranquillamente un teatro visto in pianta: con la platea, il palco. I quadri di quel colore rosso, tra l'altro, sono quelli che sui mercati vanno sempre meglio, sono i più ricercati, perché lui molto spesso usa colori un po' più freddi. Usa i grigi, i neri e arriverà sulla fine degli anni '60 a dipingere quadri totalmente neri, rinunciando completamente al colore. Questo non deve coincidere per forza con la sua depressione, col fatto che poi si è ammazzato. Quindi questo quadro rosso in realtà è anche elaborato, rispetto a quelli che farà alla fine della sua carriera, poco prima di togliersi la vita. A chi è scettico, io suggerirei di andare a Firenze a Palazzo Strozzi a vedere la mostra, perché se ci si trova davanti a quei colori, a quei quadri, si capisce veramente la forza che può avere il colore. Diventa un'esperienza quasi mistica stare davanti ai quadri di Rothko.

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