16 Aprile 2022
8:37

Oliviero Toscani: “Prima della fotografia erano tutte fake news”

Oliviero Toscani è uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo. Lo abbiamo intervistato sulla moda, i social e la fotografia per farci raccontare il suo viaggio attraverso cinquant’anni di carriera.
A cura di Clara Salzano
Oliviero Toscani
Oliviero Toscani

Autore, sceneggiatore, scenografo, regista, direttore della fotografia e poi cameramen” sono solo alcune delle caratteristiche che deve avere un fotografo moderno, come afferma spesso Oliviero Toscani, uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo. Ha rivoluzionato il mondo della fotografia, ha scandalizzato, fatto discutere, ha ideato alcune delle campagne pubblicitarie più famose della storia per la loro crudezza e l'anticonformismo. La moda, i social, l'umanità, abbiamo intervistato Oliviero Toscani per farci raccontare il suo viaggio nel e oltre il tempo che ha cambiato per sempre il modo di fare fotografia.

Il fotografo milanese, all'età di 80 anni, ha ancora le idee ben chiare sulla realtà perché “Essere fotografo vuol dire avere un’opinione definita della realtà che ci circonda", afferma nel documentario “Oliviero Toscani – Chi mi ama mi segua” di Fabrizio Spucches, il prodotto audiovisivo più completo sulla sua figura. Un uomo che non ha mai paura di dire ciò che pensa, con le parole ma soprattutto con le immagini. Ha imposto un nuovo modo di raccontare la bellezza con i suoi scatti ma anche di affrontare temi importanti come la guerra, la mafia, la pena di morte, la religione: "La fotografia è la memoria storica del mondo. Prima della fotografia, secondo me, erano tutte fake news. La Bibbia è fake news" – racconta a Fanpage.it – "Mi sarebbe piaciuto avere un ‘nstamatic per vedere se Gesù camminava sull’acqua, se moltiplicava pane e vino. Il Vangelo è fake news o meglio news riportate a piacimento di chi decideva che il potere doveva essere quello. Anche oggi, pur essendoci l’immagine, si tende a fare così".

Oliviero Toscani con Andy Warhol, 1981
Oliviero Toscani con Andy Warhol, 1981

Dagli studi alla Kunstgewerbeschule di Zurigo ai servizi fotografici per Harper’s Bazaar, dalle feste con Andy Warhol alle campagne pubblicitarie con Benetton, Oliviero Toscani ha fotografato i personaggi più importanti della storia come Federico Fellini, Fidel Castro, Muhammad Ali, e nei suoi oltre cinquant'anni di carriera ha cambiato per sempre il mondo della moda e della comunicazione: "Se fai qualcosa di nuovo non sei mai sicuro che funzioni, devi avere il coraggio di farlo anche senza certezze" – spiega – "Poi se fai qualcosa di veramente notevole devi essere il primo ad esserne davvero imbarazzato. Devi avere il coraggio di fare qualcosa di cui tu sei il primo ad essere critico… ti devi mettere sempre in discussione. Con chiunque tu lavori devi essere capace di imparare qualcosa. E allora non ti puoi sbagliare. È una scelta costante che uno fa lavorando. Bisogna avere lucidità nella vita. Con Benetton, ad esempio, è stato così. Per me l’obiettivo non era vendere maglioni: parlare di altro ha fatto emergere qualcosa di più interessante".

Campagne United Colors of Benetton di Oliviero Toscani, 1996
Campagne United Colors of Benetton di Oliviero Toscani, 1996

Classe 1942, Oliviero Toscani è il fotografo più discusso e geniale d'Italia. Nelle campagne pubblicitarie che hanno promosso il marchio Benetton dal 1982 al 2000, le immagini di Oliviero Toscani riescono ad affrontare discorsi ideologici attraverso un linguaggio pubblicitario innovativo. Con Fabrica e Colors, il primo giornale globale al mondo, ha rivoluzionato l'editoria e la comunicazione sociale: "Penso di essere stato fortunato, privilegiato, in confronto al resto del mondo. Non mi sono mai posto il problema di cambiare la mia vita con quella di qualcun altro. Ognuno dipende da ciò che è più portato a fare. Io ho un mio modo di pensare, di analizzare, di decidere in rapporto a ciò che vedo, ciò che immagino soprattutto. L’immaginazione è la nostra forza. Nessun computer ha questa potenza. Tu puoi immaginare ciò che il computer deve fare. Poi l’immaginazione è gratuita. Ecco perché per me l’immaginazione è il simbolo della libertà… uno può immaginare anche sotto tortura. È da lì che parte tutto".

Campagna United Colors of Benetton, 1991
Campagna United Colors of Benetton, 1991

In occasione dei suoi 80 anni ha pubblicato la sua autobiografia più esplosiva, "Ne ho fatte di tutti i colori. Vita e fortuna di un situazionista", con Tommaso Basilio e Raffo Ferraro, da cui siamo partiti per conoscere meglio il suo modo di vedere il mondo: “Io non ho nessuna idea ma non ho paura di guardare. Tutto il mio lavoro è stato questo, tutta la mia vita. Finché, guardando il cielo, non noterò due nuvole identiche, io continuerò a osservare, fiducioso che qualcosa mi cadrà in testa e mi colpirà”, scrive nel libro edito da La Nave di Teseo. E, attraverso anche il documentario “Oliviero Toscani – Chi mi ama mi segua” , è stato possibile ricostruire oltre mezzo secolo di carriera di Oliviero Toscani su cui racconta a Fanpage.it il suo punto di vista: "Le cose che vedo adesso non le vedevo come quando avevo vent’anni. Sono tremendi quelli che le vedono sempre allo stesso modo. Bisogna costantemente evolversi. Se quello che guardi oggi è diverso da come lo vedevi ieri, è fantastico. È una grande fortuna, vuol dire che la vita si muove e tu ti muovi dentro la vita".

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