Potresti essere vittima della teoria del taxi e non lo sai: cosa succede quando il tuo ex ritrova subito l’amore

A volte la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno: l’eterno Peter Pan che vi ha spezzato il cuore è in una relazione stabile e felice, e solo qualche mese dopo la vostra rottura. Succede così spesso e a così tante persone, che la cultura pop gli ha dato anche un nome, la teoria del taxi. Il concetto, reso celebre da Sex and the City, vede un uomo incapace di impegnarsi per anni e poi pronto a una relazione seria con quella che sembra la prima persona che gli capita a tiro. Per chi rimane indietro, confusa e ferita, tutto sembra ridursi a un’enorme ingiustizia ed ecco che si inizia a vedere tutto nero: "non sono abbastanza" o "allora sono io il problema" diventano pensieri quotidiani. Tutto quello a cui si riesce pensare è che ora lui ha "acceso la sua luce" del taxi e percorre la strada con qualcun’altra. Ma cosa c’è di vero in questa metafora, e perché continua a risuonare nelle nostre storie d’amore?
Che cos’è la teoria del taxi
La teoria del taxi nasce da una metafora semplice e potente pronunciata dal personaggio di Miranda in Sex and the City: "Gli uomini sono come i taxi: quando sono disponibili la loro luce si accende. Un bel giorno si svegliano e decidono che sono pronti a sistemarsi, avere bambini, eccetera eccetera… e accendono la luce. La prima che incontrano, bum, è quella che sposano". In altre parole, secondo questa visione l’impegno non ha nulla a che vedere con la qualità o la durata della relazione precedente, ma dipende da un singolo momento di disponibilità emotiva. Insomma, sarebbe tutto nelle mani della fortuna. Il risultato è che una persona può trascinare una storia per anni, senza mai impegnarsi sul serio e poi, non appena decide mentalmente di voler costruire qualcosa, si dedica alla successiva partner incontrata. È un’idea che si è rapidamente diffusa nei social, perché dà un nome a uno schema relazionale che molte persone riconoscono nella propria esperienza.
Perché la teoria del taxi è da sfatare
Certo, in gran parte Sex and the City aveva ragione nel catturare una dinamica che molte donne hanno vissuto sulla propria pelle, ma la teoria del taxi è una semplificazione troppo grossolana di una realtà molto più complessa. Da un lato, l’impegno non è un interruttore che si accende all’improvviso, ma un processo che si costruisce attraverso esperienze, maturazione personale e, spesso, riflessione su sé stessi dopo la fine di una relazione. L’idea che qualcuno resti nel limbo per anni e poi decida così semplicemente di impegnarsi non tiene conto delle molteplici ragioni psicologiche che influenzano il modo in cui amiamo e scegliamo di amarci, dalla capacità di regolare le emozioni alla storia di attaccamento, dai modelli interiorizzati di relazione alle paure profonde di essere vulnerabili. Inoltre, dietro una nuova relazione rapida possono esserci fattori di compatibilità, crescita personale o semplicemente una migliore corrispondenza di valori e obiettivi, che non hanno nulla a che vedere con la casualità. La teoria del taxi rischia quindi di funzionare più come un meccanismo di difesa consolatorio per chi soffre dopo una rottura, piuttosto che come una spiegazione vera e propria di quanto accade nei cuori spezzati.
Come affrontare la notizia della nuova relazione del tuo ex
Quando una storia finisce, entrano in gioco tempi emotivi diversi, strategie di adattamento differenti e, spesso, anche una buona dose di fuga; buttarsi subito in un’altra relazione può essere un modo per non sentire il vuoto, non necessariamente la prova di una felicità più grande. Per questo il confronto ossessivo, con la nuova partner, con le foto sui social, con la storia che non ha funzionato, rischia solo di alimentare una narrazione distorta. È importante riportare l’attenzione su di sé con gesti concreti come limitare l’esposizione agli aggiornamenti social, evitare di chiedere continuamente notizie in comune agli amici, rimettere energia in routine che rafforzano l’autostima, dal lavoro alle amicizie fino a piccoli obiettivi personali. Può aiutare anche rivedere la relazione finita non come una favola mancata, ma come un’esperienza che ha avuto limiti reali, incompatibilità, segnali che forse allora non volevamo vedere. Molti ex restano nella memoria come "The one that got away" della canzone di Katy Perry, ma spesso è solo l’effetto della nostalgia, non della realtà. Accettare che quella storia non fosse il posto giusto e che l’amore non sia una questione di tempismo altrui ma di incastri reciproci, è forse il passaggio che permette tornare protagoniste della propria vita affettiva.