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Le persone davvero gentili hanno una caratteristica psicologica in comune secondo uno studio di Oxford

Come riconoscere chi è davvero gentile con te? Alcuni studi delineano i tratti della gentilezza e spiegano come possa rendere più felici non solo chi la riceve ma anche chi la applica.
A cura di Elisa Capitani
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La gentilezza è uno dei tratti umani più apprezzati, spesso descritta come valore sociale fondamentale, alla base di ogni rapporto umano. Nel quotidiano, però, non sempre è semplice distinguere chi è davvero gentile da chi invece adotta gesti cortesi per convenienza, per costruirsi un’immagine positiva o per ottenere qualcosa in cambio. Conviviamo con persone che sorridono, che offrono complimenti o piccole cortesie, ma queste azioni, anche se gradevoli, non sempre riflettono una disposizione autentica verso gli altri. È proprio per chiarire cosa distingue la gentilezza superficiale da quella profonda che un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford ha messo a punto una ricerca che indaga i comportamenti altruistici e le motivazioni che li sostengono, con l’obiettivo di identificare se esiste una qualità psicologica comune alle persone considerate gentili. Nel 2025 i ricercatori di Oxford hanno analizzato, sorprendentemente, con lo studio World Happiness Report 2025 come essere gentili (per davvero) non sia poi una pratica così isolata.

Cosa svela lo studio di Oxford

Lo studio si basa su una ricerca condotta presso l’Università di Oxford che ha coinvolto circa 4800 partecipanti. Ai soggetti è stato chiesto di valutare 385 comportamenti ritenuti gentili, classificandoli in base all’impegno richiesto e al beneficio apportato agli altri. Attraverso questa valutazione, gli scienziati hanno sviluppato una tipologia di azioni che va da gesti semplici e poco impegnativi a comportamenti che richiedono un sacrificio personale più importante. Analizzando questi dati, gli esperti hanno osservato che la maggior parte delle persone tende a scegliere comportamenti che offrono un buon equilibrio tra sforzo e vantaggio. Tuttavia, un gruppo di persone si distingue per la propensione ad aiutare gli altri anche quando l’azione richiede più tempo ed energia o addirittura un disagio personale. Il fatto che poi non ci sia alcuna ricompensa evidente è la chiave per comprendere la differenza di comportamento tra gentilezza sociale comune e gentilezza autentica.

Cosa distingue una persona davvero gentile

Secondo i ricercatori, la caratteristica che accomuna le persone considerate veramente gentili non è tanto la frequenza con cui compiono gesti altruistici, quanto la motivazione interna che li guida. Le persone autenticamente gentili agiscono senza fare calcoli sul beneficio che ne trarranno, mostrando disinteresse rispetto ad ogni tipologia di ricompensa e una disponibilità quindi a mettere il benessere altrui al primo posto. Si tratta di un orientamento profondo che porta a compiere azioni di sostegno anche quando richiedono un costo personale elevato, come tempo, energie o vulnerabilità. In questo senso, la gentilezza autentica si manifesta più come una vocazione interiore che come un insieme di comportamenti isolati.

Le qualità riconosciute di una persona gentile in modo autentico

Accanto alla caratteristica psicologica di agire senza calcolo personale, gli studi individuano alcune qualità che sono associate alle persone percepite come davvero gentili. L’empatia è la prima di queste, si tratta infatti della capacità di comprendere e sentire ciò che un’altra persona sta vivendo, accogliendo le sue emozioni e prospettive con rispetto e senza giudizio, favorendo in questo modo relazioni più profonde e autentiche. Un’altra qualità chiave è sicuramente l’altruismo, inteso come la disposizione a compiere azioni a favore degli altri senza aspettarsi nulla in cambio; è l’essenza stessa del comportamento gentile, quello che va oltre la semplice cortesia. L’ascolto attento rappresenta un ulteriore elemento distintivo, le persone veramente gentili sanno essere presenti, capaci di ascoltare l’altro senza interrompere né ricondurre la conversazione su di sé, facendo sentire l’altro al sicuro e libero di sfogarsi. Il rispetto, poi, si mostra in queste persone come atto di riconoscenza della dignità dell’altro: "ti vedo nella tua interezza, ti ascolto e ti rispetto". Infine, la compassione: chi è davvero gentile non si limita a percepire o ascoltare il dolore dell’altro, ma è spinto ad alleviarla con dolcezza e comprensione.

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