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Il polline d’api fa bene? I benefici e quanti grammi al giorno se ne possono consumare

Il polline viene prodotto dai fiori e trasportato dalle api nell’alveare. Data la sua ricca composizione viene usato come integratore, perché fa molto bene all’organismo.
A cura di Giusy Dente
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Il polline d'api viene raccolto dai fiori e poi trasportato nell'alveare dalle api. Si presenta sotto forma di finissima polvere leggermente appiccicosa ed è la materia prima per la produzione della famosa pappa reale, che invece ha una consistenza molto più gelatinosa. In commercio si trova in perle, compresse o, piccole "palline". Può essere venduto con o senza "guscio". Ogni granulo, infatti, è protetto da questa protezione, che però il nostro apparato digerente non riesce ad attaccare. Bisogna spezzettarlo prima di ingerirlo, così da rompere il guscio (qualora non fosse stato già eliminato prima della vendita). Contiene, in proporzione diversa a seconda del fiore di provenienza: proteine, vitamine, sali minerali, enzimi, ormoni, aminoacidi, grassi, carboidrati. Data la sua ricchezza di preziosi ingredienti è usato come integratore nutrizionale, perché capace di apportare numerosi benefici all'organismo.

Cos'è e chi lo produce

A differenza del miele, il polline non viene prodotto dalle api: queste ultimo lo raccolgono dai fiori e lo trasportano nell'alveare, per essere immagazzinato e poi utilizzato per la propria alimentazione. Le piante producono diversi tipi di polline: quelle anemofile ne producono una tipologia estremamente sottile, che viene facilmente trasportata anche dal vento, mentre quelle entomofile lo producono di peso e dimensioni maggiori. Ed è proprio qui che entrano in gioco le api, che col loro lavoro garantiscono lo spostamento del polline di fiore in fiore.

I valori nutrizionali del polline d'api

Il polline d'api ha una composizione estremamente completa: è un alimento molto nutriente e dalla composizione bilanciata. Contiene carboidrati, proteine, aminoacidi, lipidi, alti tassi di vitamina C, vitamina B, acido folico, tanti sali minerali come magnesio, potassio, calcio, zinco, zolfo, manganese e infine diversi enzimi tra cui carotenoidi, terpeni e flavonoidi.

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I benefici: a cosa fa bene

Il polline d'api è molto usato in ambito sportivo, tra gli atleti: per loro è una preziosa fonte di energia. Ma è utile anche per rafforzare il metabolismo e le difese immunitarie, per regolarizzare le funzioni intestinali senza irritare, viene usato in caso di artrite e per le sue proprietà antinfiammatorie. In caso di stanchezza cronica o convalescenza, si può usare sfruttandone gli effetti benefici sull'umore: una sorta di "antidepressivo" naturale.

Quanto polline d'api si può mangiare al giorno e come assumerlo

La dose giornaliera consigliata è pari a 10g, da assumere preferibilmente a digiuno col primo pasto della giornata, dunque a colazione, ma comunque sempre lontano dai pasti. Non ha un sapore dolce a differenza del miele, che però può essere usato per accompagnarne l'assunzione: si può masticare oppure diluire in acqua o in una tisana, ma si può anche mescolare allo yogurt.

Le controindicazioni del polline d'api

Il polline non va assolutamente consumato da chi è allergico alle punture di ape ed è sconsigliato alle donne in gravidanza. Viceversa, gli atleti ne traggono grande beneficio: aumentando la resistenza all'esercizio fisico grazie alla presenza del magnesio, migliora le prestazioni. Può dare effetti lassativi. In ogni caso, è sempre buona norma informare il proprio medico di base e chiedere un parere specialistico, per avere la certezza di poter cominciare l'assunzione dell'integratore.

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