Il desiderio sessuale aumenta in primavera? Il sessuologo Catarinella: “La luce naturale influenza l’attrazione”

Più luce, più tempo all’aria aperta, più occasioni per socializzare. Con la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, molte persone raccontano di sentirsi più energiche, vitali e anche più predisposte al sesso e all’amore. Non a caso è diffusa l’idea che il desiderio sessuale "si risvegli" insieme alla natura, lasciandosi alle spalle la stanchezza e l’apatia dei mesi più freddi. Ma si tratta soltanto di una suggestione culturale o esiste una spiegazione scientifica? E quale ruolo giocano fattori come la luce naturale, l’umore, la percezione del proprio corpo e le relazioni sociali? Fanpage.it ne ha parlato con Antonio Catarinella, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo specialista in psicologia clinica e consulente delle identità sessuali.
Con l’arrivo della primavera molte persone raccontano di sentirsi più energiche e vitali e anche più predisposte al desiderio sessuale. Esiste una spiegazione psicologica per questo fenomeno?
La spiegazione è in parte biologica e in parte psicologica, perché entrano in gioco diversi fattori contemporaneamente. La primavera rappresenta un periodo di transizione che ci accompagna dall’inverno all’estate e questo cambiamento si riflette anche sul nostro funzionamento fisiologico. Cambiano il tono dell’umore, il modo in cui ci relazioniamo agli altri e soprattutto l’esposizione alla luce naturale, che influenza i ritmi circadiani e diversi processi neuroendocrini. In questo periodo si osserva una maggiore attività di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, che hanno effetti indiretti sul desiderio sessuale e sulla libido. A questo si aggiungono altri elementi: si tende a trascorrere più tempo all’aperto, si è meno sedentari e aumentano le occasioni di socialità, che sono tutti fattori che incidono positivamente su quella che potremmo definire una maggiore vitalità generale. Dal punto di vista sessuologico, inoltre, contano molto anche il rapporto con il proprio corpo, la percezione di sé e la disponibilità verso le relazioni e il piacere. Non si tratta però di un obbligo biologico, possiamo parlare piuttosto di una predisposizione che accompagna il cambio di stagione.
Che ruolo hanno serotonina e dopamina nel rapporto tra primavera e desiderio sessuale?
Sono due neurotrasmettitori fondamentali perché partecipano alla regolazione dell’umore, della motivazione e dei meccanismi di ricompensa. Con l’aumento della luce naturale, tipico dei mesi primaverili, questi sistemi neurobiologici tendono a funzionare in modo più efficiente e questo può influenzare positivamente desiderio e attrazione. La dopamina è particolarmente coinvolta nella ricerca del piacere, della novità e della motivazione. Quando questo sistema è più attivo, aumenta il coinvolgimento verso nuove esperienze, l’interesse per gli altri e la disponibilità all’incontro, aspetti che possono riflettersi anche nella sfera sessuale. La serotonina, invece, contribuisce in modo significativo all’equilibrio dell’umore e un suo migliore funzionamento può ridurre sensazioni di affaticamento, apatia e chiusura che talvolta caratterizzano i mesi invernali, favorendo una maggiore apertura verso il mondo esterno.
Molto spesso si scherza sul fatto che in primavera ci si "risvegli dal letargo". Oltre agli aspetti biologici esiste anche una componente culturale e sociale?
Sì, certamente. La primavera è tradizionalmente associata alla rinascita, alla vitalità e alla fertilità. Questo immaginario collettivo contribuisce a plasmare le aspettative con cui viviamo questa stagione. Pensiamo, ad esempio, al modo in cui cambiano le nostre abitudini: passiamo più tempo fuori casa, partecipiamo a più eventi sociali e indossiamo abiti più leggeri. Tutti questi elementi influenzano la percezione culturale della stagione e possono incidere anche sul modo in cui viviamo la nostra dimensione erotica. Non si tratta di superficialità, ma del fatto che la sessualità è profondamente influenzata dal contesto relazionale e sociale in cui siamo immersi.
Parlava prima della percezione di sé. L’arrivo della bella stagione può avere anche effetti negativi, ad esempio aumentando le insicurezze legate al corpo?
Assolutamente sì. È importante considerare entrambe le facce della medaglia. Da un lato una maggiore attenzione alla propria immagine può favorire il benessere, la socialità e l’autostima. Dall’altro, però, una maggiore esposizione del corpo può accentuare confronti sociali, insicurezze e pressioni legate agli standard estetici. Per questo è importante mantenere uno sguardo inclusivo e non normativo. Ogni persona vive il proprio corpo e il proprio desiderio in modo diverso e non esiste un unico modello a cui conformarsi.
Esistono differenze legate all’età o al genere nel modo in cui si vive questa maggiore vitalità primaverile?
Sì, anche se è importante evitare generalizzazioni. L’età, ad esempio, non incide necessariamente sull’intensità del desiderio, quanto piuttosto sulle modalità con cui viene vissuto. Le persone più giovani possono interpretare il cambiamento stagionale come un’occasione di esplorazione, novità e socialità. Con il passare degli anni, invece, il desiderio tende più spesso a essere legato alla qualità della relazione e alla connessione emotiva. Anche il genere può influenzare il rapporto con il desiderio, ma non soltanto per ragioni biologiche: entrano in gioco l’educazione ricevuta, le aspettative sociali e il modo in cui le persone vengono autorizzate a esprimere la propria sessualità. Un ruolo centrale è svolto anche dallo stato emotivo, ansia, depressione, difficoltà relazionali o esperienze di perdita possono attenuare gli effetti positivi associati al cambio di stagione. Al contrario, una fase di benessere psicologico può amplificare la percezione di energia, apertura e attrazione.
Possiamo quindi dire che il benessere psicologico è alla base del desiderio sessuale?
In larga misura sì. Quando una persona si sente stabile, energica e in sintonia con il proprio corpo e la propria mente, è più probabile che riesca ad accedere anche alla propria dimensione erotica e sessuale. La primavera può creare condizioni favorevoli, ma è il vissuto psicologico individuale a determinare come queste condizioni vengono percepite e sperimentate. In sessuologia si parla spesso di fenomeni contestuali: il desiderio non nasce nel vuoto, ma dall’equilibrio tra salute mentale, relazioni e benessere sessuale.
Si può quindi parlare davvero di una "stagionalità" del desiderio sessuale?
Il fenomeno è più complesso di quanto possa sembrare. Le ricerche mostrano alcune variazioni stagionali che riguardano umore, energia e socialità, ma parlare di stagionalità in senso rigido sarebbe riduttivo perché gli esseri umani non rispondono esclusivamente a meccanismi biologici. Siamo influenzati da fattori psicologici, culturali, relazionali e personali che rendono ogni esperienza unica. La primavera può certamente creare un terreno favorevole attraverso una maggiore esposizione alla luce, più movimento e più occasioni di incontro. Tuttavia il modo in cui ciascuno vive questi cambiamenti resta profondamente soggettivo. Più che di una vera e propria stagionalità del desiderio, forse è corretto parlare di una predisposizione psicofisica che può favorire vitalità, contatto e apertura relazionale, pur manifestandosi in modo diverso da persona a persona.